Clericò pronto a confessare l’omicidio di Marilena Re?
All’inizio, Vito Clericò raccontò che erano state terze persone a uccidere la promoter di Castellanza

Clericò pronto a confessare l’omicidio di Marilena Re?

Prima di Natale dovrebbe arrivare l’ottava versione dell’uomo, accusato di essere l’assasino della promoter

CASTELLANZA - «Sì, Marilena Rosa Re l’ho uccisa io e poi ho nascosto il cadavere». Salvo retromarce clamorose, peraltro sempre possibili in questa dolorosa faccenda considerando i precedenti, dovrebbe essere questo il succo della confessione che Vito Clericò dovrebbe rilasciare prima di Natale, davanti al Pm di Busto Arsizio, Maria Rosaria Stagnaro.

Sì perchè il pensionato di 64 anni di Garbagnate Milanese, nelle ultime ore, insieme ai propri legali, ha deciso di essere risentito dall’autorità giudiziaria, titolare del fascicolo. Lo ha confermato l’avvocato Daniela D’Emilio del Foro di Busto Arsizio che lo sta assistendo fin dall’inizio. Clericò è accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere per la tragica morte di Marilena Rosa Re, la promoter di Castellanza scomparsa da casa lo scorso 30 luglio.

Nelle settimane successive fu ritrovato il corpo decapitato e di recente è stata ritrovata anche la testa. Clericò, se non in una circostanza, anche se poi avrebbe ritrattato, non ha mai ammesso con chiarezza di essere l’autore del delitto. Sembra proprio che, di fronte ai numerosi elementi raccolti dagli investigatori si sia deciso a collaborare con l’autorità inquirente.

«In linea di massima siamo rimasti, settimana scorsa – dice l’avvocato che lo assiste - che lui si assumerà la responsabilità e vorrà raccontare come si sono svolte le cose. Sarebbe quindi un passo avanti rispetto al passato: spiegare anche le modalità. Vediamo, in linea di massima sarà prima di Natale, abbiamo già fatto istanza e siamo stati contattati. Si sta decidendo la data».

In questa storia la cautela non è mai abbastanza. All’inizio, Clericò raccontò che per non meglio specificati motivi erano state terze persone a uccidere la promoter di Castellanza e che lui era stato obbligato, dietro minaccia della morte del figlio, di seppellire il cadavere nell’orto che era nella sua disponibilità a Garbagnate. Aveva ribadito che non aveva nulla a che fare con l’omicidio, assumendosi solo la colpa dell’occultamento del corpo della vittima. Nelle settimane successive, però, la versione di terzi soggetti coinvolti nel delitto è crollata. Prima di Natale dovrebbe essere svelata l’ultima versione, forse quella definitiva che mette la parola fine su un delitto ancora senza un perchè.


© RIPRODUZIONE RISERVATA