La chiesina cade a pezzi. E il quartiere soffre
Le ferite della chiesina sono sotto gli occhi di tutti

La chiesina cade a pezzi. E il quartiere soffre

Il grido di dolore inascoltato all’interno del cimitero. E la promessa di Antonelli «per il 2018»

Sono più eloquenti le foto dello stato di degrado e di abbandono della chiesa del cimitero di Sacconago che mille parole. Parlano da soli quei calcinacci sul pavimento e quegli intonaci che si sono staccati dalle pareti e dalle volte. Sono la voce di dolore della chiesetta che nessuno ascolta o forse preferisce tapparsi le orecchie. Di una chiesa che suo malgrado lo scorso ottobre il parroco don Giulio Bernardoni ha dovuto chiudere perché costituiva «un pericolo con quei continui distacchi di intonaco, soprattutto dal soffitto, che avrebbero potuto ferire le persone che vanno al cimitero e che vogliono dire una preghiera in chiesa» fa sapere il prelato.

Tre lettere

Un’indispensabile precauzionale conseguenza del mancato utilizzo della chiesa «ormai da diversi anni proprio per la situazione d’incuria in cui si trovava e che, nel corso degli anni, è andata peggiorando. Da tempo al 1 di novembre, in occasione della festività dei morti, la messa la celebro all’aperto anche perché vi è tanta gente, ma anche perché non c’è sicurezza nello stare all’interno».

Ma chi ha il compito di provvedere al decoro della chiesa del cimitero di Sacconago? Spetta all’amministrazione comunale. Le iniziative di don Giulio non si sono circoscritte a provvedimenti restrittivi, ma sono andate anche nella direzione opposta, quello della riapertura della chiesa coinvolgendo i responsabili di palazzo Gilardoni. Dice: «Ho spedito tre lettere in municipio, due alla precedente amministrazione ed una alla nuova. Delle prime due non ho mai ricevuto risposta per la terza ho avuto l’opportunità d’incontrare il sindaco Antonelli ed ho fatto presente il problema. Non era al corrente della lettera che avevo spedito, mi ha assicurato sia nell’incontro avuto durante la festa della Madonna in Campagna che la sera dell’arrivo della fiaccola, che si sarebbe interessato alla vicenda e che avrebbe fatto di tutto d’inserire i finanziamenti per l’opera di ristrutturazione della chiesa, nel bilancio 2018».

Sarà la volta buona?

È un uomo di fede don Giulio e dunque deve credere, facendo magari a pugni con un naturale pessimismo umano che non è certo fuori luogo visto il vissuto della chiesa. Confida che il 2018 sia l’anno che riporti la riporti al “centro” del cimitero di Sacconago.

Lui ha scelto una missione che va nella direzione di aprire le chiese e spera che le prossime fotografie siano quelle di un inno alla gioia in un luogo che, al momento, ha bisogno di conforto.


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