«Lo spirito degli Alpini sia da esempio per l’unità»

«Lo spirito degli Alpini sia da esempio per l’unità»

Al Museo del Tessile la festa e l’appello di monsignor Pagani: «Lasciamo cadere i dissapori»

BUSTO ARSIZIO - Il cuore degli Alpini in festa al museo del Tessile. Nella tradizionale “Messa al campo” l’appello del prevosto monsignor Severino Pagani: «Lasciamo cadere i dissapori e i contrasti e impegniamoci per l’unità».

Grande partecipazione e tanto l’affetto dei bustocchi per la Festa degli Alpini che si è conclusa ieri sera nel giardino quadrato del Museo del Tessile, tra musica, mercatini e tante iniziative di solidarietà. Ieri mattina sotto il giardino d’inverno del Tessile il tradizionale appuntamento con la “Messa al campo” celebrata da monsignor Pagani e con l’accompagnamento musicale del corpo alpino “La Baldoria”. «Un momento per ricordare il nostro Patrono San Maurizio e i nostri caduti - sottolinea il capogruppo degli Alpini di Busto Franco Montalto - come recita la nostra preghiera, “armati come siamo di Fede e di Amore”». Appeso al muro il Crocifisso con corda, picozza e cappello per l’improvvisato altare.

In quello che ha definito come «un giorno così significativo che ha chiamato a raccolta gli Alpini», il prevosto nella sua omelia ha ricordato che «la Madonna dell’Aiuto accompagna sempre la nostra storia» e che «in questi momenti» in cui la città si ritrova attorno alle sue migliori tradizioni si ha l’occasione per compiere «un esercizio verità è bontà». Come ama spesso ripetere, don Severino Pagani lancia un appello alla condivisione e alla riconciliazione per perseguire senza divergenze il bene comune: «Lasciamo cadere difficoltà, dissapori e contrasti - le parole del prevosto - sono i momenti più belli in cui ci troviamo davanti a Gesù per impegnarci ad una profonda unità che rende più bella la vita e a cercare bene di tutti. Così ne usciamo con un cuore più alleggerito per affrontare le fatiche della vita». Poi ha invitato «a seguire e ad appassionarsi ai comandamenti, indicazioni per non perdere la strada della vita, come le stelle e le rocce degli Alpini in montagna. Non vanno visti come doveri assurdi ma come una strada di grande libertà».

Al termine della celebrazione, il capogruppo Montalto ha letto la Preghiera dell’Alpino. Poi tutti con le gambe sotto il tavolo per condividere il “rancio alpino”. L’edizione 2017 della Festa, in cui erano presenti tutte le varie espressioni di “Alpinità” (come recitava lo striscione esposto su via Volta), dallo sci club Cime Bianche al coro Monterosa, è stata l’occasione per due iniziative di solidarietà, la raccolta di fondi per l’Asda Speranza di via Palestro e la presentazione della traversata benefica in bicicletta Trieste-Vojnic (in Croazia) da parte di sei amici bustocchi, di cui due Alpini.


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