«Un anno dopo Capitan Ventosa non è cambiato un bel niente»

«Un anno dopo Capitan Ventosa non è cambiato un bel niente»

Lo sfogo dei pendolari del Malpensa Express: «Neanche una promessa mantenuta»

BUSTO ARSIZIO - I pendolari del Malpensa Express ancora sulle barricate: «Ci siamo fidati delle promesse, ma la realtà ci dice invece che la situazione peggiora di giorno in giorno». E il comitato di Busto Nord potrebbe addirittura disertare la prossima riunione del tavolo territoriale del quadrante nord-ovest: «Ci domandiamo se valga o no la pena partecipare» sospira la portavoce Paola Gallazzi.

Il treno delle sardine

Un anno fa, sui treni sovraffollati della linea di Trenord tra Busto Arsizio e Milano, precisamente su un Malpensa-Milano Centrale, era salito persino Capitan Ventosa: il personaggio di Striscia la Notizia aveva acceso i riflettori sui disagi causati dal sovraffollamento, andandosi a sedere su una cappelliera per evitare l’effetto-sardina a cui si sono purtroppo abituati i pendolari.

Così, ricordando quell’episodio, un anno dopo sulle bacheche social del Comitato pendolari Trenord Busto Arsizio sono iniziate a circolare le “prove” di una situazione di palese disagio che non è cambiata di un millimetro. Sul Malpensa Express delle 7.33, che in assoluto è forse il convoglio più ambito e di certo il più emblematico per i pendolari bustesi, ieri un’utente faceva notare sconsolata di aver fatto il viaggio «in piedi da Busto. Come in metro, pagando però un biglietto di prima classe...».

Il problema è sempre lo stesso che il Comitato contesta ormai da tempo: il fatto che, in spregio all’utenza presente negli orari di punta, sulla linea continuino a viaggiare treni a composizione singola, di sole quattro carrozze, e non doppia.

«Ha senso presentarsi?»

«Non è cambiato nulla dopo la promessa di treni a sei casse perché mancano i convogli - fa notare una delle portavoce del Comitato, Paola Gallazzi - resta il fatto che noi abbiamo avuto fiducia nelle promesse mentre nella realtà ogni giorno la situazione peggiora sui treni e anche in stazione. Francamente si fa fatica a conciliare gli annunci progressisti su innovazione, digitalizzazione e contenuti con una realtà “old economy” che zoppica vistosamente». Il riferimento è al recente accordo siglato in Comune a Busto Arsizio con Ferrovie Nord Milano, che peraltro è competente per i treni ma non per il servizio, gestito da Trenord.

«Non è vero che “ aria condizionata e treni puntuali” non bastano più - aggiunge Paola Gallazzi - bastano eccome! Ma non ci sono! La mattina si assiste a scene penose di abbonati di prima classe che si spintonano, dopo il toto-porta, per accedere prima al convoglio e sperare di trovare un posto a sedere. Poi a Saronno, neanche a dirlo, tutti in piedi. Dove sono tutti i treni destinati al Malpensa Express? Quali linee stanno tamponando e perché?». E la rassegnazione regna sovrana.


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