Venerdì 02 Maggio 2014

Chiudere le porte per

lasciare fuori paura e violenza

Finestre sprangate e inferriate alle porte: ci si difende così

Una donna muore d’infarto dopo essere stata rapinata di 50 euro, un giovane finisce in ospedale dopo essere stato malmenato e rapinato, una farmacia rapinata da due malviventi, gli omicidi del benzinaio ancora a piede libero, furti in continuazione nelle abitazioni di gente onesta che paga le tasse, continue truffe ai danni soprattutto di persone anziane. Il cittadino è in balia di malviventi di ogni. Chi può permetterselo vive nelle proprie case come in un bunker, con inferriate, telecamere, porte blindate, allarme inserito. Il cittadino si sente indifeso. Le forze dell’ordine fanno quello che possono, scoraggiati anche dal fatto che i loro sforzi per assicurare alla giustizia i malviventi vengono frustrati da una giustizia tutt’altro che puntuale. Inoltre per risparmiare si sta meditando di ridurre drasticamente i presidi delle forze di polizia. E fa male constatare che a Vergiate è presente una nuovissima caserma dei carabinieri, con l’insegna coperta da un drappo. Perché non è ancora occupata? Cosa si sta aspettando? La presenza di un presidio funzionante non risolverebbe il problema, ma sarebbe un deterrente per i malviventi. Per costruirla sono stati spesi soldi pubblici, con intenti condivisibili.

Andrea Bagaglio

Mercallo

I problemi del lavoro, dell’occupazione, della crisi hanno oscurato quelli della sicurezza. Che non si sono risolti: restano lì, ben presenti, angosciosi. Ci avevano raccontato che il nostro è un territorio tranquillo, sotto controllo, a prova di crimine. Non è così. Altrove si sta certamente peggio, ma qui non si sta purtroppo al meglio. Lo Stato non può tagliare dove c’è bisogno del contrario: di cucire una rete di maggior tutela dei cittadini.

Max Lodi

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