Fare l’attore non è un solo un lavoro. È quanto più un... modo di essere»

Fare l’attore non è un solo un lavoro. È quanto più un... modo di essere»

Anna Della Rosa sarà questa sera a teatro con “Il Malato Immaginario” di Molière

Anna Della Rosa dal palco con Dix ai ricordi de La grande Bellezza: la talentuosa attrice questa sera, alle 21, sarà al teatro di Varese OpenJobMetis ne “Il malato immaginario”.

La versione che andrà in scena è nata nel 2014 per omaggiare la memoria dello storico interprete Franco Parenti, a 25 anni dalla scomparsa. Torna per la stagione 2017/2018, dopo il debutto a Milano e innumerevoli sold-out in Italia, l’opera di Molière che vede protagonista Gioele Dix, nei panni dell’ipocondriaco Argan, con la regia di Andrée Ruth Shammah.

«È uno spettacolo molto rigoroso – spiega Anna Della Rosa, giovane e già affermata attrice di teatro e non solo - che fa emergere comicità, potenza e irriverenza del testo. Molière affronta il tema dell’essere umano, ovvero la paura della morte e lo fa irridendola con un atto coraggioso e vitale. Recitare autori così geniali è una grande possibilità di vita».

Una opportunità che la compagnia ha da 4 anni. «Tra noi il rapporto è complice. Gioele è un attore bravissimo e generoso. È una compagnia di talento, di alto livello professionale e umano».

Sul palco Anna è Tonina: «è un personaggio classico della commedia, da Aristofane a Molière, incarna l’irriverenza e la saggezza del servo rispetto al padrone. È colei che non ha, ma saprebbe come godersi denaro e libertà».

«Tonina è onnipresente come fosse la vera padrona e trama perché le cose vadano bene e verso la salvezza. Ha tirato fuori in maniera forte, toccante e vera la prossimità tra la persona che si prende cura e il malato – dalle medicine al cambio - creando un legame forte al di là di quello familiare».

La Della Rosa è stata diretta da personaggi di rilievo da Marco Bellocchio a Toni Servillo e Peter Stein.

«Da loro e da altri che ho incontrato si impara tantissimo. Li accomuna il talento e l’autentico amore per cinema e teatro. La cosa che li accomuna, avendo grande fiducia negli attori, è che non ti impongono la loro visione, ma ti aiutano a far emergere il tuo. Con Servillo è stata una tappa meravigliosa da cui posso dire è partito il mio vero cammino di attrice».

Con Servillo è stata anche sul set de “La grande bellezza” del quale Anna regala alcuni ricordi.

«Ricordo un grandissimo divertimento e grande efficienza. Mi sono sempre sentita a mio agio ed ero ammirata dalla grandiosità dell’operazione. Sorrentino è un grande talento. È sempre stato gentile. Veniva da me e Verdone con una calma e una delicatezza stupende». La Della Rosa aveva già intuito il potenziale da Oscar del film.

«Mi era chiaro che fosse un’opera d’arte». Oltre a 3 film e altrettanti cortometraggi, Anna ha girato a diverse fiction e serie tv.

«Non ho preconcetti. Vado laddove ci siano sceneggiature interessanti e potenti con progetti forti. La discriminante in questi casi è la qualità».

D’altronde si è attrice e non si fa l’attrice, come spiega l’artista.

«Non è propriamente un lavoro, ma un modo d’essere. Non smetti mai di pensarci e guardi la vita attraverso gli occhi d’attrice che significa riassorbire e rielaborare in scena ciò che hai immagazzinato. È una straordinaria possibilità».


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