Francesca Pedroni. La regista delle “Étoile”

Francesca Pedroni. La regista delle “Étoile”

È di Varese l’autrice del film “Roberto Bolle. L’arte della Danza” in sala da lunedì 21 novembre

Documentare la massima ètoile mondiale della Danza maschile, lungo una tournè italiana in luoghi di straordinaria bellezza, per un film che sarà visto al cinema da migliaia di persone - una opportunità unica per una persona dalle rare capacità.
L’etoile di cui stiamo parlando è Roberto Bolle, il film è “Roberto Bolle. L’arte della Danza” (sugli schermi di Multisala Impero da lunedì 21 a mercoledì 23). L’autrice e regista vive in Italia, anzi a Varese: è Francesca Pedroni.

Francesca, una vita dedicata alla danza, ha nel sangue anche la passione per il racconto. Autrice da anni in un canale televisivo specializzato (Classica Tv, diretta da Piero Maranghi, nel palinsesto Sky), Francesca è anche firma prestigiosa nella pagina di spettacolo de “il manifesto”, punto di arrivo di una lunga attività di giornalismo e critica artistica.
La modalità di comunicazione televisiva a Classica Tv la avvicina gradualmente alle potenzialità della videocamera, con la quale Francesca realizza una fortunata sequenza di interviste a sessanta fra i maggiori protagonisti della scena del balletto mondiale, tra cui anche Carolyn Carlson e Pina Bausch.

Dai cortometraggi al film per il cinema si può arrivare solo grazie a una estrema familiarità con l’ambiente del balletto internazionale e un severo continuo aggiornamento tecnico. Questo film è stata una grande esperienza, sottolinea Francesca, perchè mi ha permesso di coniugare la regia - che è una scrittura fatta per immagini - con l’autorialità nella stesura dei testi.
La passione di Francesca per la danza è innata. Formazione al Liceo Classico Cairoli, da giovanissima frequenta a Besozzo la scuola di danza della maestra Maurizia Lombardo: ancora si commuove pensando ai balletti visti alla Scala da ragazzina con le amiche.
Poi alterna la frequenza alla Cattolica, Corso di Laurea in Storia del Teatro e dello Spettacolo, ai laboratori di danza a Strasburgo e a New York.
Il resto è storia: giornali, tv, una docenza alla Scala sulla Storia della Danza e ora la regia per il cinema, a completare una carriera a tutto tondo. Curiosità, costanza e sacrificio sono le qualità che servono per avere successo, dice Francesca Pedroni.
Le stesse che troviamo innestate sul talento naturale di Roberto Bolle, che rappresenta la “Via italiana all’eccellenza nella Danza”.

Arrivato da tempo in vetta all’Olimpo, Bolle si è posto come obiettivo la possibilità di ampliare il pubblico della danza trascinando la gente comune, i giovani soprattutto, ad apprezzare questa forma espressiva finora rimasta di nicchia.
Bolle ha rotto gli schemi di una carriera tradizionale portando la Grande Danza in luoghi simbolo della nostra storia della nostra cultura, come racconta il film realizzato da Francesca Pedroni: il Teatro Grande a Pompei, le Terme Caracalla e l’Arena di Verona con la sua platea di quattordicimila persone, anche attraverso gli spettacoli di gala con i “Bolle Friends”, artisti internazionali di grandissima levatura, che danzano con lui.


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