La poesia invade il Liceo Manzoni

La poesia invade il Liceo Manzoni

La carovana dei versi di abrigliasciolta ha rinnovato l’importante appuntamento

La poesia è entrata da protagonista, ieri mattina, nel Liceo Manzoni di Varese.

Il 21 marzo non è solo il primo giorno di primavera, ma anche la Giornata Mondiale della Poesia. Celebrata per la prima volta nel 2000, questa ricorrenza ha acquisito sempre più negli anni un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturale.

E questa ricorrenza è stata sempre celebrata in maniera importante al Manzoni: anche ieri i corridoi erano stati addobbati con fogli che recavano i versi di celebri potei, ma anche canzoni. E, in alcuni casi, anche composizioni create dagli stessi alunni.

Alle 11 del mattino di ieri il collettivo itinerante “Carovana dei versi - Poesia in azione abrigliasciolta” ha stravolto anche quest’anno la tranquillità degli studenti del Liceo Manzoni, cercando di “contaminarli” con pillole di poesia per scuoterli e arrivare direttamente al cuore dei ragazzi attraverso la voce e il linguaggio.

Suonato l’intervallo il collettivo - formato da Antonella Visconti, Marco Tavazzi, Yassine El Rahkii, Ombretta Diaferia e Sandro Sardella - si è esibito nella lettura corale di alcuni versi scritti dagli stessi interpreti.

L’elemento apparentemente caotico dato dal sovrastarsi di voci che all’unisono leggono versi diversi è parte integrante della volontà di portare i giovani ragazzi ad interrogarsi sul senso stesso del linguaggio e delle parole. Per l’occasione i corridoi dell’istituto sono stati invasi dalla coralità delle voci si è poi interrotta ad un segnale concordato.

Una breve pausa. E il caos ha lasciato spazio all’ordine. Tutti gli esponenti del collettivo hanno letto singolarmente i loro versi: pillole di poesia che si sono diffuse per i corridoi con l’obiettivo di contagiare i ragazzi come fossero dei virus.

Un’altra breve pausa.

E l’ordine appena generato è tornato ad essere il suono quasi caotico dato dalla lettura corale dei versi.

L’esperienza di contaminazione poetica è stata accentuata dalla presenza di poesie appese per tutto il corridoio, quasi a sembrare un bucato steso, in attesa di essere asciutto e di poter essere raccolto e conservato.

Fulminei ed estemporanei, i poeti hanno lasciato in dono agli studenti, quasi fossero fiabesche mollicine che indicano la via, copie delle raccolte che da XIII anni abrigliasciolta pubblica, quasi a farsi portavoce di «un benefico cambiamento nel pensiero e nelle istituzioni».


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