Le foto della Shoah in Italia. E il primato di una varesina
Gunnar Vincenzi, Chiara Zangarini, Pietro Macchione e il sindaco di Varese Galimberti ieri durante la presentazione

Le foto della Shoah in Italia. E il primato di una varesina

Chiara Zangarini ha tradotto, per la prima volta nella nostra lingua, l’unica testimonianza

È stato presentato ieri mattina nella Sala Matrimoni del Comune di Varese, in una data fortemente simbolica per la materia narrata, il volume “Varese 1943 – Nel diario della guardia di frontiera tedesca” di Chiara Zangarini, ultima fatica editoriale per Pietro Macchione che dell’opera è anche – come spesso succede – ispiratore diretto.

Un libro che nasce dalla passione ventennale del noto editore bosino per l’epopea del San Martino, lavoro per il quale – come spiega egli stesso nella prefazione – sono stati rastrellati tutti i possibili archivi, le biblioteche, i centri di documentazione, consultati gli studiosi e altri soggetti a vario titolo coinvolti nell’argomento, dentro e fuori la provincia, in special modo l’archivio personale di Mino Tenaglia reso disponibile dagli eredi e il Museo del Risorgimento di Milano.

Un volume che per la prima volta in assoluto pubblica integralmente il “Chronik über den Kriegseinsatz des Zollgrenzschutzes in Italien – BZKom G – Varese”, ossia la “Cronaca delle azioni di guerra della Guardia di Frontiera tedesca in Italia – Commissariato di Frontiera G – Varese” nel periodo compreso fra il 16 agosto 1943 e il 28 febbraio 1944: una cronaca destinata a documentare le attività del Comando tedesco e dei posti di controllo lungo il confine italo-svizzero al Comando centrale dell’Intendenza di Finanza di Innsbruck. Un lavoro di recensione durato due anni da parte della nota storica varesina, veicolato dalla fondamentale opera di traduzione di Paola Ferrero, e che ha inteso riorganizzare un materiale di 277 fotografie e otto cartoline sparse che costituiscono l’eccezionalità della Chronik: scatti che accompagnano gli avvenimenti descritti nel diario composto di 57 pagine dattiloscritte, in alcune delle quali sono state inserite undici mappe disegnate a mano esplicative degli scenari delle azioni compiute.

Dalle pagine affiorano l’insediamento e le attività svolte dal Comando tedesco in città e nei posti di frontiera tra Lago Maggiore e Ceresio, le azioni di perlustrazione in tutto il territorio, la partecipazione alla battaglia contro i partigiani insediati sul Monte San Martino in Valcuvia e l’arresto degli ebrei sorpresi nel tentativo di attraversare il confine: il Chronik ad oggi è considerato l’unico testo riproducente fotografie che documentino la Shoah in Italia.

Un’opera di pregio, corredata da un saggio di Luigi Ambrosoli del 1993 (alla cui interpretazione storiografica si ispira), che potrebbe presto essere adottata da tutte le scuole della provincia, come ha auspicato il presidente Gunnar Vincenzi.


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