Sabato 19 Luglio 2014

Lucilla Morlacchi

incanta al Mosè

Lucilla Morlacchi al Sacro Monte

Lucilla Morlacchi sul palco del festival “Tra Sacro e Sacro Monte” torna a conquistare il pubblico di Varese, che ha gremito le gradinate e il parterre sulla Terrazza del Mosè, memore della grande performance dell’attrice nella lettura del Vangelo di Matteo con la quale tenne a battesimo il primo atto della rassegna, cinque anni fa.

Mentre il sole cala su Varese, l’attrice milanese fa il suo ingresso sulla scena. Il leggio, il copione, il microfono, la luce, non serve altro per par rivivere le parole del Grande Inquisitore, tratto da “I fratelli Karamazov”.

La sera avanza e le parole scorrono nel silenzio composto e attendo dell’arena.

«Un pubblico straordinario, non solo carino nei modi e affettuoso, ma anche intelligente: me ne rendo conto da come ascolta - commenta l’attrice milanese a fine serata - Lo percepivo e lo capivo durante le pause che facevo per prendere fiato: c’era una vera tensione all’ascolto, anche perché poi il testo era veramente bello».

Una interpretazione che ha convinto tutti richiamando l’attrice in scena più volte a fine performance, ma lei, che ha speso tante energie nell’interpretazione, avrebbe voluto fare di più: «Non sono convinta di essere riuscita veramente a esprimere appieno in senso di quelle parole». Nessuna delle persone che le si fanno intorno nel camerino condivide questa riflessione: la sua lettura è arrivata dritta dentro all’anima.

Poco più in là rispetto a dove Lucilla si è seduta per riprendere le forze, su un tavolino, c’è il suo copione, quello che ha utilizzato per dar voce a Dostoevskij, colmo di appunti, segni di pausa e respiro, accenti e a margine. La stessa attrice ammette: «L’ho studiato giorno e notte. È un testo così bello che occorre impegno per farlo arrivare nella sua completezza».

Un brano ricco di significati. «Il grande Inquisitore rappresenta la ricerca di Dio, quella che fa di Cristo una cosa che tutti cerchiamo, credenti e non. Il pallone su cui viviamo sta morendo disgregandosi e questo testo ci butta addosso quell’esigenza di ricerca e di ricredere».

Nell’attrice c’è un’autentica stima per chi lavora dietro alle quinte della manifestazione: «È bellissimo il lavoro di Andrea in un posto magico con un impegno pazzesco da parte di chi tiene insieme questa cosa. In un Paese dove siamo tutti dispersi in tante cose inutili, persone come quelle che ci sono qui, che continuano a fare una proposta straordinaria come questa, sono da ammirare. Se questo tempo è segnato dalla disgregazione, qui c’è un posto unico che si affaccia su una vallata stupenda con questi testi».

Elena Botter

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