Dalla dogana al cinema: “Frontaliers” diventa film

Dalla dogana al cinema: “Frontaliers” diventa film

Nelle avventure di Bussenghi e Bernasconi spuntano i nomi di Enrico Bertolino, dj Angelo e della varesina Sarah Maestri

“Frontaliers disaster”: Bussenghi e Bernasconi arrivano al cinema con il loro primo film.

Le avventure del frontaliere italiano più simpatico di sempre e dell’integerrimo doganiere svizzero fileranno dritte con un unico racconto lungo 110 minuti grazie alla coproduzione di Inmagine SA e RSI Radiotelevisione svizzera.

Dopo l’anteprima con la serata di gala di questa sera a Bellinzona, dal 21 dicembre la pellicola sarà sui grandi schermi elvetici, nelle vicine Lugano e Mendrisio e gli incassi andranno in beneficienza.

Nata in radio nel 2006 su Rete Tre RSI, la serie è poi passata in Tv per tre stagioni su RSI LA1 ed è stata distribuita in dvd in migliaia di copie vendute ai valichi.

Un lungometraggio «era un sogno che accarezzavamo da anni» racconta Flavio Sala che indossa i panni del frontaliere di Usmate Carate.

«La sceneggiatura è stata scritta a quattro mani da Alberto Meroni e Barbara Buracchio che aveva già scritto alcuni episodi della serie, in cui ha interpretato il ruolo della turista francese. Io e Paolo Guglielmoni lo abbiamo dialogato, dedicandolo ai nostri papà, persone che ci hanno dato tantissimo».

Dopo un paio d’anni di lavoro, comprese 5 settimane di riprese alla fine della scorsa primavera su e giù per la Svizzera italiana, ora tutto è pronto.

Dalla dogana di Brusata-Bizzarone, la storia spazierà alla “Sprungler & Kupfler” di Lugano «la fabbrica in cui, sotto la direzione della guest star Enrico Bertolino, lavora Roberto Bussenghi. Vedremo la sua casa e soprattutto Cesira, la sua inaspettatamente bellissima moglie, interpretata da Claudia Barbieri di Camera Cafè».

Il “disaster” del titolo è il motivo che avvicinerà il frontaliere e il doganiere.

«Si incroceranno i mondi di queste due maschere. Per me sono come Pippo e Topolino che restano sempre con la stessa età, come congelati nel loro momento. In realtà una piccola parte di evoluzione c’è, in particolare per il Bernasconi».

Se, infatti, da una parte «Bussenghi è un uomo realizzato, un personaggio definito: è sposato con figli, va al lavoro tutti i giorni e ha una mentalità italiana che esce molto in questo film. Proprio in virtù di questo diventerà una sorta di maestro Miyagi di Karate Kid che cercherà di far capire alla guardia di confine svizzera, impersonata da Guglielmoni, che si può essere anche meno quadrati».

Proverà anche «ad avere una relazione con la turista francese, ma sarà contrastata perché è soggiogato dalla madre, che sembra la mamma impagliata di Psyco».

Il film è costellato di camei del cast italo-svizzero.

«Il comando delle guardie di confine è guidato da Teco Celio, che ha recitato ne “La tregua”, in “Benvenuti al Sud” e tanti altri film in Italia e all’estero. Ottavio Panzeri, che presta la voce da anni agli sketch di Rete Tre, sarà uno dei due cattivi insieme a Marco Capodieci. Il loro sgherro è Angelo Caruso, meglio conosciuto come lo storico dj Angelo». E poi ancora «nei panni di Fogazzaro, il collega alla catena di montaggio, Herbert Cioffi, comico e attore di Colorado. Sarah Maestri, l’attrice varesina di “Notte prima degli esami”, sarà l’ex moglie del Veronelli che convolerà a nuove nozze con Marco Di Gioia, rifilando al padre il figlio, Chuck Norris Veronelli, interpretato da Nicola Morandini, ragazzino rivelazione del film». Non mancheranno tante voci e volti di RSI: «Margherita Saltamacchia, Fabrizio Casati, Caterina Righetti, Rosy Nervi, Tatiana Winteler. Sono particolarmente fiero perchè sono tutti bravissimi».

La colonna sonora è stata realizzata «da The Vad Vuc, gruppo folk dialettale irlandese. Esce in questi giorni in radio, il loro brano originale “Frontiera”, che fa da fil rouge al film insieme alla solita canzone del Bussenghi».

Anche se i protagonisti hanno sempre sottolineato di non fare politica: il tema dei frontalieri è «sempre molto caldo. Uno degli obiettivi, a volte anche inconsapevole, è far ridere per stemperare la tensione. A chi mi dice che c’è poco da scherzare sul tema replico che tutto può avere un risvolto difficile o drammatico.

A questa stregua non si potrebbero fare film sui pompieri, i carabinieri o militari. Il nostro era un pretesto per raccontare due individui, ma gli abbiamo dato un lavoro talmente reale che gli ha portato fortuna, radicamento al territorio e forte immedesimazione».

Flavio Sala, che da due anni lavora con la compagnia teatrale che ha fondato e che porta il suo nome, terminata la promozione della pellicola tornerà al lavoro per il palcoscenico.

«A febbraio esordiremo con “Un altro bel garbui”, commedia originale di Jonas Calderari, lo stesso de “La solita süpa” che abbiamo replicato una trentina di volte con attori nuovi e classici della commedia dialettale televisiva ticinese come Leonia Rezzonico, Orio Valsangiacomo e la grandissima Sandra Zanchi. Un successo che la tv Svizzera manderà in onda a San Silvestro».

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