«La nostra identità è sotto i nostri occhi  Basta sapere dove rivolgere lo sguardo»
Ieri l’evento a Masnago (Foto by Varese Press)

«La nostra identità è sotto i nostri occhi

Basta sapere dove rivolgere lo sguardo»

Italia Nostra ha presentato ieri la collana “Zixu” con gli studi sulla cultura di Golasecca, alla base della civiltà contemporanea

VARESE - Approfondire e valorizzare la cultura di Golasecca. Uno dei primi e più antichi esempi di civiltà che venne a formarsi nel Nord Italia. I cui resti si trovano praticamente a casa nostra, dentro i confini della nostra provincia, senza che, paradossalmente, fino ad oggi abbiano avuto il giusto riscontro. «La nostra identità è sotto i nostri occhi, basta sapere dove rivolgere lo sguardo»: questo il mantra della serata.

Questo l’obiettivo del progetto portato avanti dalla sezione varesina dell’associazione Italia Nostra, dall’International Research Center for Local Histories and Cultural Diversities dell’Università degli Studi dell’Insubria e dal Museo Civico di Sesto Calende, attraverso la collana “Zixu”, una rivista archeologica che tratta esclusivamente della civiltà di Golasecca.

Il progetto è stato presentato ieri sera in un convegno al Castello di Masnago. Durante i lavori è stata ripercorsa la nascita dell’antica civiltà e il suo sviluppo, inserendolo nel contesto storico e in un approfondimento sulle civiltà contemporanee.

Il dato peculiare è rappresentato dal fatto che la scoperta di questa civiltà risalga ai primi decenni dell’Ottocento, in un periodo antecedente alla scoperta di altre culture. Tuttavia, fino ad oggi, questa “ricchezza” presente sul nostro territorio non è stata adeguatamente valorizzata, se non recentemente grazie all’impegno del museo di Sesto Calende.

Il museo archeologico di Sesto Calende ospita infatti la più ampia raccolta della cultura celtica di Golasecca. E tra i reperti presenti c’è un piccolo oggetto di enorme valore scientifico e culturale. Si tratta di un semplice bicchiere, che reca graffite alcune lettere alfabetiche: le più antiche che si conoscano nell’area prealpina occidentale.

Il bicchiere venne deposto come offerta in una tomba a cremazione databile alla prima metà del VI sec. a.C., e la scritta è stata realizzata utilizzando segni alfabetici che hanno viaggiato lungo le rotte commerciali dai lontani territori dell’Etruria meridionale.

La scritta Zixu, che significa “cosa scritta”, è diventata il titolo di una collana di studi monografici sulla cultura di Golasecca, che si concretizza nella pubblicazione presentata ieri.

Al convegno era presenti Mauro Squarzanti, conservatore del Museo Civico di Sesto Calende, che ha relazionato in maniera approfondita sulla genesi della civiltà golasecchiana.

Ha introdotto i lavori il professor Gianmarco Gaspari dell’Università dell’Insubria. Ed era presente anche l’assessore alla Cultura di Sesto Calende Silvia Fantino.  


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