«Le nostre cifre ci fanno pensare ad un futuro migliore»

«Le nostre cifre ci fanno pensare ad un futuro migliore»

Ieri per la prima volta il presidente di Sea Pietro Modiano ha parlato alla Commissione Speciale. Un incontro positivo dove non sono mancate anche le «domande scomode»

GALLARATE - Malpensa e i suoi sviluppi futuri sono stati al centro della Commissione Speciale Malpensa indetta e presieduta dal sindaco di Gallarate Andrea Cassani e che ha visto la partecipazione, per la prima volta, del presidente di Sea, Pietro Modiano e del responsabile Real Estate di Sea, Francesco Raschi.

Ad aprire i lavori è il primo cittadino gallaratese: «Per noi, e per la nostra amministrazione, è un vanto avere qui per la prima volta il presidente di Sea - interviene - Dobbiamo affrontare la questione avendo bene in mente che Malpensa per noi non rappresenta un problema bensì una risorsa che genera 80.000 posti di lavoro che corrispondono all’1,9% dell’occupazione di Regione Lombardia». Infatti, lo scalo aeroportuale è la principale azienda del territorio grazie alla sua capacità di mobilitare merci e passeggeri e alle attività direttamente o indirettamente collegate.

Stretto legame con la città

A sottolineare il forte legame con il territorio, e con Gallarate, è il numero uno del cda di Sea: «Gallarate è importante per Malpensa, e viceversa - spiega - perchè è il comune con il maggior numero di dipendenti, circa 1.600».

Ed è proprio Modiano che, dopo aver rimarcato come nel 2015 lo scalo di Malpensa abbia vinto il premio come “Best European Airport”, ha presentato i numeri di questi ultimi anni e soprattutto il 2017: «Se tutti gli anni fossero come questo saremmo davvero felici. Le cifre in nostro possesso ci offrono la possibilità di pensare ad un futuro migliore».

Obiettivo ambizioso

L’obiettivo dei vertici della società che gestisce lo scalo è ambizioso: «Entro il 2030 vorremmo superare la quota dei 30 milioni di passeggeri e ottenere un raddoppio delle attività che coinvolgono la movimentazione delle merci» dichiara il responsabile Real Estate di Sea, Francesco Raschi. Ad oggi, i dati del 2017, sia per ciò che concerne i passeggeri che le merci «hanno superato le stime che avevamo ipotizzato» spiega Raschi, mostrando le slide con i grafici grazie a cui evidenzia un aspetto decisivo: «dobbiamo tenere in considerazione che il 60% delle merci che escono o entrano in Italia passano da Malpensa».

Da qui la necessità di implementare e ottimizzare, grazie anche alla collaborazione con Enac, le strutture esistenti «affiancandole a nuove infrastrutture per accompagnare la crescita della domanda in questo settore che è in costante crescita» continua Raschi. Un aumento del numero delle merci e dei passeggeri che non deve danneggiare il territorio: «Il mio compito è di far crescere il più possibile lo scalo, sempre in un’ottica sostenibile - precisa Mondiano - Non fermateci da qui al 2030 per favore, siamo un punto nevralgico del sistema aeroportuale europeo grazie al cargo».

Il progetto

Ovviamente, la crescita dei terminal e del cargo comporta anche una ricaduta a livello occupazionale sul territorio: «La nostra regola, in linea generale, prevede che, per ogni milione di passeggeri in più in transito, devono corrispondere circa tra i settecento e i mille occupati in più - precisa Modiano - per i prossimi 13 anni abbiamo un progetto che prevede un +10 milioni di passeggeri».

Una commissione valutata positivamente da Modiano, dai presenti e da Cassasi: «Il fatto che il presidente di Sea sia venuto a Gallarate, mettendosi in gioco e rispondendo a domande anche scomode - conclude - sia sintomatico di una credibilità importante nella nostra amministrazione e rappresenti la voglia di avere un contatto diretto con il territorio».


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