Reperti archeologici a Volandia. L’unità dei sindaci del territorio
I reperti della civiltà di Golasecca ritrovati durante gli scavi (Foto by Archivio)

Reperti archeologici a Volandia. L’unità dei sindaci del territorio

Furono trovati durante gli scavi per il collegamento T1-T2 di Malpensa

L’unione dei sindaci c’è. E domani, lunedì 16 gennaio 2017, sarà una lettera sottoscritta da tutti i primi cittadini dei Comuni attorno a Malpensa, che fanno parte del consiglio di amministrazione di Volandia, ad arrivare in Regione Lombardia e alla Sovrintendenza dei Beni culturali per chiedere che i reperti archeologici, rinvenuti durante gli scavi per la realizzazione del collegamento ferroviario tra i due terminal dell’aeroporto, trovino casa a Volandia.

Quella, dunque, che da principio era una richiesta soltanto del Comune di Somma Lombardo è ora un desiderio, una proposta, di tutti i referenti degli enti locali che siedono nel cda di Volandia. D’accordo, ovviamente, lo stesso presidente della Fondazione del Parco e museo del volo di Volandia Marco Reguzzoni.

Resta da aspettare il responso, il benestare della Sovrintendenza con l’okay a procedere di Regione Lombardia, ma l’intesa a valle c’è, messa nero su bianco. Si chiederà di poter esporre parte dei reperti a Volandia, lasciandone pure altri in una teca nella nuovissima stazione dei treni al terminal 2 di Malpensa, così come ha sempre chiesto e preteso Ferrovie Nord. Un modo, questo, per mostrare le preziosità del territorio ai milioni di passeggeri che transitano dal T2 e richiamarli alla visita dei musei archeologici della zona: ecco l’obiettivo da perseguire lasciando parte dei ritrovamenti in aeroporto senza che l’area museale di Volandia resti a mani vuote.

Un anno fa, il sindaco di Somma Lombardo Stefano Bellaria, così scriveva alla Sovrintendenza: «Volandia si sta configurando come area museale che sa integrare la sua vocazione prettamente aeronautica con altre esposizioni permanenti che valorizzano le peculiarità del territorio varesino. Ne sono un esempio la preziosa collezione dei mezzi di trasporto Ogliari o il padiglione dedicato a Flaminio Bertoni, il genio varesino ideatore di automobili da sogno». Il tema resta aperto, anzi viene rilanciato dalla missiva che domani prenderà la strada per il capoluogo di regione.

Nell’attesa chissà che i vari Comuni non vogliano rispolverare anche l’idea che aveva messo tutti dalla stessa parte a giugno del 2015, nel corso di un evento promosso dalla lista civica Siamo Somma e dall’associazione sommese L’arte nella corte, insieme alla Fondazione Visconti di San Vito. In quell’occasione la storica dell’arte e dell’architettura Laura Bernardinello lanciava, ad esempio, l’idea di un biglietto unico per entrare al castello di Somma, al Civico museo archeologico di Sesto Calende e a quello di Arsago Seprio. Gli stessi operatori del settore museale, paesaggistico e turistico, insieme alle amministrazioni comunali, si diceva, dovrebbero trovare il modo di promuovere un territorio dove arrivano persone dall’estero per vedere i reperti della civiltà di Golasecca.


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