Addio a Nicora. Si spegne una luce del cattolicesimo

Addio a Nicora. Si spegne una luce del cattolicesimo

Il cardinale è morto ieri sera in una clinica di Roma. Aveva appena compiuto 80 anni

È morto intorno alle 20 di ieri sera il cardinal Attilio Nicora, 80 anni, varesino che è stato un punto di riferimento per la Città Giardino. La sua città, ma dimenticata e mai lasciata, il fratello Carlo vive ancora a Varese, e nella quale «ogni anno nel periodo natalizio amava tornare – racconta Angelo Monti, ex sindaco di Varese e amico del cardinale – tornava per trovare il fratello e sempre, ogni anno, ci riunivamo all’oratorio di San Vittore, dove tutti siamo cresciuto, per ritrovarci tra amici». L’oratorio conserva una memoria fotografica che ha documentato negli anni una grande amicizia. Nicora, Legato Pontificio per le Basiliche di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli in Assisi e “inventore” dell’8 per mille, ha trascorso tutta la giovinezza, sino alla laurea a Varese.

Ordinato nel 1964

«Una mente eccelsa. Una mente brillante, un uomo di grandi valori e fede che è stato un punto di riferimento per tutti i giovani che hanno frequentato l’oratorio di San Vittore, che all’epoca era l’oratorio Veratti – dice Monti – ha Varese ha frequentato elementari e medie. Poi il liceo classico al Cairoli». Quindi la facoltà di Giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano dove si laurea a pieni voti. «Entrò in seminario a Venegono Inferiore subito dopo la laurea – spiega Monti – lo ricordo perfettamente. Lui e il fratello si laurearono a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, Attilio in giurisprudenza, il fratello Carlo in economia se ricordo bene. Li festeggiammo entrambi in oratorio. Pochi giorni dopo il cardinale entrò in seminario».

E fu ordinato prete nel 1964. «Era un uomo di una cultura straordinaria – dice Monti – negli anni dell’università fu leader degli studenti cattolici a Varese che avevano una sede nella palazzina dove oggi, al piano terra, c’è il ristorante Da Vittorio. Furono anni straordinari, il fermento intellettuale era presente ovunque. E gli universitari cattolici di Varese fondarono una rivista, si chiamava il Michelatte, di cui il cardinal Nicora fu uno degli articolisti più attivi e apprezzati. Varese perde davvero una mente straordinaria e un pezzo importante della sua storia».

Il cordoglio di Scola

Dopo gli studi canonistici a Roma, era tornato a insegnare Diritto canonico a Milano, diventando poi rettore del Seminario maggiore nel 1970. Paolo VI lo nomina, appena quarantenne, vescovo ausiliare della diocesi ambrosiana nell’aprile 1977. Il 30 giugno 1992 Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Verona. Nel settembre 1997, rinunciando al governo pastorale di Verona, Nicora rientra Roma, riprendendo a tempo pieno la cura delle questioni giuridiche canoniche e concordatarie presso la CEI come Delegato della Presidenza e assumendo la rappresentanza dei Vescovi italiani presso la Commissione degli episcopati della Comunità Europea. Il 21 febbraio 2006 Benedetto XVI lo nomina Legato Pontificio per le Basiliche di Assisi.

La notizia della sua morte è stata accolta con cordoglio dal cardinale Angelo Scola e della diocesi di Milano. «Varese perde uno dei suoi figli più brillanti» conclude Monti.


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