«Eccoli, sono i miei varesini del fare. Insieme possiamo cambiare la città»
Davide Galimberti al centro mentre passeggia per le vie della città assieme a otto dei suoi candidati nella civicaarchivio

«Eccoli, sono i miei varesini del fare. Insieme possiamo cambiare la città»

Il candidato del centrosinistra Galimberti presenta otto dei 32 volti della civica che lo sosterrà

VARESE - Galimberti, cosa significa essere un candidato civico? «Il civismo è tutto ciò che viene generato dalla società civile e io penso di poter essere annoverato in questa schiera: mi alzo alle 5 del mattino e fino alle 21 porto avanti un’attività professionale piuttosto impegnativa. Cosa vuol dire essere civico se non lavorare in un particolare ambito della società? ll civismo vuole una Varese diversa, vuole far riscattare l’orgoglio varesino a lungo sopito: mi sento di rappresentare questo spirito».
Questo passaggio risale a un’intervista che il nostro giornale fece a Davide Galimberti, candidato alla carica di sindaco per il centrosinistra alle elezioni amministrative, circa un mese fa. La risposta sopra riportata ha avuto un seguito concreto nella giornata di ieri, quando l’avvocato del foro varesino aspirante borgomastro ha presentato quelli che saranno «i cittadini che ci metteranno la faccia per rendersi utili alla propria comunità». Elia Luini, Serena Sciarratta, Marco Zamberletti, Monica Guadalupi Morotti, Massimo Alberto Propersi, Francesca Strazzi, Giuseppe Di Cerbo, Mauro Gregori: i primi 8 dei 32 che rappresenteranno la lista finale a fianco del candidato.
C’è l’ex campione sportivo, il professionista nel marketing e nella comunicazione, gli esperti e gli appassionati d’arte e anche chi ha fatto della denuncia al degrado il suo impegno quotidiano. C’è la psicologa, l’ingegnere, la docente universitaria e il fotografo. C’è, insomma, «uno spaccato della società varesina, unita con i capisaldi del fare e del migliorare».
“Spin doctors” o futuri protagonisti delle poltrone amministrative lo diranno le future mosse e, da ultimo, le urne: di sicuro quella annunciata ieri sarà la squadra che orienterà l’azione di Galimberti negli specifici ambiti di competenza. «Sono persone che non si conoscevano l’un l’altra – afferma – Gente normale che ha voglia di mettersi in gioco e confrontarsi. Con loro voglio cambiare questa città».
Non sono mancate le prime idee da lanciare, stimolate da una chiacchierata informale durante una passeggiata cittadina che ha seguito la presentazione. Ne è una fonte Mauro Gregori, blogger di un certo rilievo in città (fu uno dei fondatori su Facebook della pagina “Varese sporcizia e degrado”, frequentata da migliaia di varesini, e oggi attivo con “Varese, io la vedo così”). La sua lotta contro il degrado iniziò otto anni fa con le segnalazioni scritte al sindaco Fontana: «E il mio impegno per il decoro cittadino continuerà al fianco di Davide – dice – Sono tante le cose da migliorare: Varese ha bisogno di una task-force contro il degrado, di una struttura comunale che dia una risposta immediata, strada per strada, ai problemi segnalati dalle persone che la abitano».
Giuseppe Di Cerbo, fotografo e da anni direttore artistico di Oktoberfoto (manifestazione internazionale di fotografia), invoca una svolta per la cultura: «Le difficoltà delle associazioni nel farsi conoscere o accreditare sono uno dei problemi da risolvere. Varese va risvegliata, riunendole: sarebbe bello arrivare a proporre “mesi della cultura” ogni volta diversi, portando arte e musica nei negozi e facendo davvero conoscere la città».

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