Esce ubriaco dal bar e sfonda tre auto. Operaio in manette
Sul posto i militari dell’Arma

Esce ubriaco dal bar e sfonda tre auto. Operaio in manette

Brusimpiano: l’uomo si trova ora ai domiciliari

Ubriaco dopo il pomeriggio trascorso al bar sfascia tre auto e aggredisce i carabinieri: quarantacinquenne arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Il fatto è avvenuto intorno alle 18.30 di domenica.

L’uomo, operaio con precedenti, è uscito dal bar dove, per molte ore, si era dedicato all’assaggio di superalcolici di ogni genere. Una volta uscito dal locale ha dato in escandescenze. Per ragioni inspiegabili ha iniziato a gridare e a inveire contro tutto e contro tutti. Quindi si è scagliato contro tre autovetture posteggiate lungo il ciglio della strada.

Il quarantacinquenne ha sradicato gli specchietti retrovisori delle macchine, salvo poi colpire con calci e pugni le fiancate delle tre automobili.

I danni causati dalla sua follia alcolica a quel punto sono diventati piuttosto ingenti. Le scorribande dell’operaio non sono ovviamente passate inosservate. I testimoni hanno subito chiamato il 112; il quarantacinquenne, tra l’altro, ha rischiato di essere oggetto dell’arbitrario esercizi di ragioni dei proprietari delle macchine danneggiate. I carabinieri della stazione di Lavena Ponte Tresa sono arrivati in pochi minuti.

L’uomo alla vista dei militari non si è affatto calmato. Anzi ha iniziato a gridare ancora più forte insultando i carabinieri che stavano cercando di calmarlo. Quindi è passato dalle parole ai fatti iniziando a spintonare gli uomini dell’Arma intervenuti.

In pochi istanti l’operaio è stato bloccato e ammanettato: i carabinieri lo hanno arrestato d’intesa con il pubblico ministero di Varese Luca Petrucci per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. I proprietari delle vetture vandalizzate sporgeranno a loro volta denuncia per i danni causati dalla furia sbronza.

L’arresto è stato convalidato ieri mattina in sede di udienza direttissima al tribunale di Varese: il quarantacinquenne si trova ora agli arresti domiciliari. Assolutamente ignote le cause del pomeriggio di follia di cui l’operaio si è reso protagonista, seminando il panico.


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