«Francine mi ha insegnato la libertà»
I ragazzi-attori hanno lavorato al progetto teatrale per due anni (Foto by Varese Press)

«Francine mi ha insegnato la libertà»

Sara Lemma, studentessa dell’artistico Frattini, ieri al Nuovo ha interpretato Francine Christophe. La donna da piccola ha vissuto il dramma di Bergen-Belsen: «L’orrore era nei suoi occhi di bimba»

VARESE - «Questo spettacolo mi ha insegnato ad apprezzare l’importanza della libertà». Questa la testimonianza di Sara Lemma, studentessa di 4b del liceo artistico Frattini, che ieri ha impersonato Francine Christophe autrice del libro “Non sono passata per il camino”, in uno spettacolo portato in scena al teatro Nuovo davanti a 450 studenti. Francine Christophe, che oggi ha 81 anni, era una bambina quando è stata imprigionata in un campo di concentramento francese in attesa di essere portata a Bergen-Belsen. Nel campo francese, per cercare di fuggire alla condizione in cui si trovavano, gli artisti improvvisavano canti e balli. Da qui l’idea di Andrea Minidio, professore di lettere al Frattini e regista, di portare in scena «l’arte che nasce un attimo prima di sprofondare nel baratro».
«La cosa più emozionante – continua Sara – è stato immedesimarsi in quella realtà e di guardarla con gli occhi di una bambina. Questo approccio ha inciso tanto nella mia vita, mi ha fatto capire che bisogna affrontare le cose come si presentano, con più semplicità». Lo spettacolo è il frutto del lavoro di due anni e ha impegnato più di 30 studenti che si sono messi in gioco ogni giovedì pomeriggio, partecipando ad un laboratorio facoltativo di teatro. Durante le prove è capitato che gli studenti si commuovessero, ma quella che è rimasta più colpita è stata sicuramente Francine Christophe, che nei mesi scorsi è venuta a Varese da Parigi per supervisionare la regia.
«La prima volta che le abbiamo mostrato lo spettacolo io ero molto teso – confessa Minidio – Ricordo benissimo quel giorno: io stavo sul palco e per stemperare la situazione facevo un po’ il buffone in scena. A un certo punto Francine mi si è avvicinata e mi ha dato bonariamente un calcio nel sedere. Ma devo dire che, sebbene fosse davanti a una tragedia vissuta in prima persona, Francine non ha mai smesso di sorridere. E, alla fine delle prove, ha detto: “è la commedia più bella a cui io abbia mai assistito”».
Lo spettacolo, per coinvolgere gli spettatori, ha fatto leva anche sull’olfatto: durante la scena della “sanificazione” dei prigionieri sono stati spruzzati in sala deodoranti per ambiente. Gli studenti delle medie sono rimasti affascinati e hanno chiesto: «quanto tempo ci vuole ad organizzare una cosa del genere?». Ma soprattutto, «quanto coraggio serve per immedesimarsi in una storia così crudele?». Lo spettacolo è proposto da Anpi Sezione di Varese, con la collaborazione del comune di Varese e il patrocinio della Provincia di Varese, per la ricorrenza della Giornata della Memoria. Perché Aushwitz non deve capitare «mai più nel mondo, mai più nella storia», ha detto Margherita Giromini, presidente di Anpi Varese, al termine dello spettacolo.


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