Il tour del Pd a Belforte. Tra progetti e silenzi
Il sindaco Galimberti con Mirabelli, Civati e Paris ieri a Belforte

Il tour del Pd a Belforte. Tra progetti e silenzi

L’iniziativa non riscuote il successo sperato. Galimberti: «Il piano stazioni aiuterà l’area del Macello»

VARESE - Ha preso avvio in sordina il tour dei quartieri del Partito Democratico, che – senza fare i conti con una Belforte che la domenica, cascasse il mondo, alle dieci e mezza spaccate gremisce il Lazzaretto, ieri per giunta teatro di un battesimo – si è ritrovato a percorrere il quartiere senza intercettare, o quasi, belfortese alcuno sul suo passaggio.

Così, il corteo annunciato con segretario cittadino e sindaco in testa, assessori di partito al seguito e presidente della cooperativa in chiusura è rimasto tale e quale, con l’aggiunta di qualche giornalista e simpatizzante: eppure a Davide Galimberti, arrivato in OFO da casa propria percorrendo la ciclabile, avrebbe fatto piacere scambiare quattro chiacchiere coi cittadini, alla ripresa di quel giro dei rioni varesino che aveva inaugurato proprio da Belforte alla fine di marzo del 2016. Partendo dalla Cooperativa in perfetto stile veterocomunista, ma ricalcando in pieno il percorso delle processioni mariane, sindaco e compagni di partito hanno percorso a piedi a ritroso la famigerata ciclabile dando il via al giro delle Belforte “vecchia” portandosi su via Podgora e giungendo in prima tappa all’ex Macello Civico edificato nel ‘39: diecimila metri quadri di splendida eppure completamente abbandonata proprietà comunale per le quali a più riprese negli anni i residenti hanno chiesto una soluzione all’evidente degrado.

A fare da cicerone il giornalista Marco Regazzoni, addetto stampa di AVT, il cui deposito ha sede nell’area dell’ex Macello. «La riqualificazione del comparto stazioni, che dista solamente 500 metri – ha spiegato Galimberti dopo aver visitato il sito - aiuterà il percorso di rigenerazione dell’area del Macello, anche se senza l’interesse di un grosso privato è impossibile ora pensare ad un progetto concreto di rinascita del luogo».

Da largo Gigli il corteo piddino si è spostato verso il campo sportivo risalendo via Folgaria, le sue cascine e l’antica zona industriale dismessa: al Vivirolo, oggi fatto rifiorire dal rugby ma sempre poco sfruttato rispetto ai tempi d’oro della Belfortese, ha annunciato con Fabrizio Mirabelli di volersi occupare nel prossimo futuro degli impianti sportivi minori a gestione diretta del Comune, principesse povere dello sport varesino, sulla scia della riqualificazione della palestra della scuola Sacco inaugurata nel gennaio 2017.

Ad attenderlo al ritorno alla Cooperativa alcuni simpatizzanti fra cui l’architetto Ovidio Cazzola, simbolo di una Belforte che chiede da tempo un intervento risolutivo sui destini del maniero legato al Seprio: uno spiraglio di speranza partirebbe dall’assessore alla cultura Roberto Cecchi il quale si sta interessando fortemente al caso all’indomani del recente convegno sul tema.

Dal canto suo, Andrea Civati, assessore ai Lavori Pubblici, ha confermato che gli uffici tecnici stanno lavorando per risolvere la questione della pericolosità e della collocazione della pista ciclabile, così come si sta studiando da parte della Polizia Locale al senso unico “bloccato” di via Quarnero.

Soddisfatto il segretario Luca Paris, che simpaticamente promette di tornare a Belforte per fare il punto della situazione in primavera, magari meditando meglio sugli orari delle Sante Messe. L’appuntamento con il tour dei quartieri del PD passa ora a Giubiano.


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