La giunta vieta i botti in città

La giunta vieta i botti in città

Per la prima volta a Varese non si potranno usare petardi o fuochi. Venerdì la firma del sindaco

Nel comune di Varese, per la prima volta, il veglione di San Silvestro sarà senza botti. Il testo dell’ordinanza, studiato dal segretario del comune Francesco Tramontana, è stato presentato ieri alla Giunta, che lo ha accolto con favore.
Il prossimo passaggio è quello della firma del sindaco Davide Galimberti, che avverrà il 30 dicembre, giusto in tempo per la notte di Capodanno.
«Si tratta di un’ordinanza chiesta a gran voce da tanti Varesini – spiega il vice sindaco Daniele Zanzi che ha proposto il provvedimento insieme all’assessore alla tutela ambientale Dino De Simone – Oltre ai danni che i botti possono causare a persone e animali, c’è anche il pericolo di incendio. Ovviamente non sarà facile farla rispettare su tutto il territorio del Comune, ma l’ordinanza rappresenta un segnale chiaro della direzione in cui sta andando la nostra città».

Sono sempre di più Comuni italiani hanno stabilito il divieto di botti, petardi e fuochi artificiali per la notte di Capodanno. Alcuni esempi?
Torino, Cortina d’Ampezzo, Pescara, Sassari, Reggio Calabria e Messina. Nella nostra provincia, tra i Comuni botti-free ci sono Germignaga, Cocquio Trevisago e Ispra. Anche il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha firmato un’ordinanza che vieta l’uso di fuochi d’artificio, petardi, botti e razzi durante i festeggiamenti per il Capodanno.
La Regione Lombardia si è mobilitata per sensibilizzare sui danni che i petardi possono causare e ha pubblicato una «piroguida».

«Durante il Capodanno 2016 gli incidenti dovuti all’esplosione dei botti sono stati 190 a livello nazionale, di cui 38 con ricovero in ospedale e 16 di grave entità. Molti sono stati causati da prodotti illegali – spiega Simona Bordonali, assessore alla sicurezza, protezione civile e immigrazione della Regione - Per questo la Regione Lombardia ha voluto collaborare con le associazioni di categoria (Assogiocattoli, Anisp e Asspi) per promuovere una piroguida e divulgare buone prassi per la commercializzazione e l’impiego dei giochi pirotecnici e fuochi artificiali». Le ordinanze non sono ovviamente ben accolte da chi commercializza materiale pirotecnico.

Il giro d’affari riferito ai fuochi d’artificio, per l’anno 2015, è stato stimato dalle associazioni di categoria in circa 9 milioni di euro in Lombardia e in circa 100 milioni di euro in Italia.
Questa stima non tiene in considerazione il mercato pirotecnico abusivo e illegale. Circa il 65% delle vendite al dettaglio e consumo avviene in concomitanza dei festeggiamenti del Capodanno.
A Varese, nel passato, c’è stata solo sensibilizzazione sui pericoli che i botti costituiscono per uomini e animali. Quest’anno, però, la svolta. Normalmente, le ordinanze adottate dai Comuni prevedono anche una sanzione amministrativa che va da 25 a 500 euro e il sequestro del materiale pirotecnico utilizzato o illecitamente detenuto.
Per sapere cosa contiene esattamente l’ordinanza del Comune di Varese, però, bisognerà aspettare la giornata di venerdì, quando l’ordinanza sarà pubblicata anche sul sito dell’ente.

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