La Lega scende in strada. «Renzi non è il benvenuto»

La Lega scende in strada. «Renzi non è il benvenuto»

Contestazione - Il presidio di protesta ha cercato di raggiungere il Vela, ma è stato respinto dalle forze dell’ordine

Hanno anche cercato di avvicinarsi al Cinema Vela, dove il premier Matteo Renzi non era ancora arrivato. Ma sono stati prontamente respinti, per motivi di sicurezza, dalle Forze dell’Ordine. E sono subito scoppiate polemiche.
Il presidio di protesta organizzato dalla Lega Nord in via Monguelfo, a partire dalle 20, per contestare Renzi, al quale hanno aderito anche esponenti di altri partiti alleati, come Fratelli d’Italia, ha visto anche il tentativo di “un’invasione di campo”.
Un gruppo iniziale di una decina di persone, alla quale se n’è aggiunta un’altra decina nell’arco di una mezz’ora, si è posizionata poco prima delle 21 dal lato opposto della strada, di fronte al Vela. Non avevano insegne di partito, ma erano comunque riconoscibili come esponenti politici di centrodestra. Erano presenti tra gli altri due candidati, Gianmatteo Ferrari della Lega Nord e Salvatore Giordano di Fratelli d’Italia. A un certo punto la Polizia ha iniziato a farli spostare, per motivi di ordine pubblico verso via Vela. Durante lo spostamento alcuni di loro hanno cercato di correre verso l’ingresso del Cinema, urlando «Viva la Lega Nord». Gli agenti della Digos li hanno subito bloccati. A quel punto i manifestanti hanno iniziato a lanciare slogan contro il premier. «Questa è la democrazia del Pd» ha urlato Gianmatteo Ferrari.
E Giordano, ex assessore, ha contestato l’operato della Polizia, dicendo che «sono un cittadino comune che ha tutto il diritto di stare qui. Questo è abuso di potere». «Siamo qui per dire che Renzi non è il benvenuto» commenta il coordinatore cittadino dei Giovani Padani Davide Quadri, che a breve diventerà coordinatore provinciale, succedendo a Federico Martegani.
La contromanifestazione della Lega si è svolta principalmente in via Monguelfo, dove è stato srotolato uno striscione con la scritta “Renzi fora dai ball da Varés”. E dove è stata portata a livello simbolico una ruspa.
«Questa terra è una terra dove lavorare è sempre stato identitario – continua – e lavorare con un governo delle tasse e dei clandestini, che aumenta le tasse sulle imprese e ci riempie di immigrati, non è più possibile». La manifestazione è stata molto colorita, con tanto di megafono e di slogan di contestazione. L’ex assessore Stefano Clerici, candidato di Fratelli d’Italia, si è anche messo a urlare a Renzi, tramite megafono, di confrontarsi con i cittadini, come ha diffuso attraverso una diretta Facebook.
E il segretario cittadino del Carroccio Marco Pinti ha spiegato il significato della ruspa. «La ruspa non serve solo a distruggere, ma anche a costruire – dice Pinti – e infatti con questa ruspa noi vogliamo sgomberare Matteo Renzi da Palazzo Chigi e metterci un altro Matteo, il Matteo giusto. Comunque, dobbiamo ringraziare Renzi perché siamo qui in tantissimi a contestarlo, e venendo qui è riuscito a riempire una piazza più di quanto avrebbero potuto fare i mille sms mandati».


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