«La tassa di soggiorno? Sì, se gli introiti vanno al turismo»

«La tassa di soggiorno? Sì, se gli introiti vanno al turismo»

La risposta delle associazioni alla proposta del sindaco: «Almeno l’80% deve essere reinvestito nel settore»

VARESE - Sì alla tassa di soggiorno. Ma solo se almeno l’80 per cento degli introiti serviranno per sviluppare il turismo.

Una forte presa di posizione quella che arriva dalle associazioni che rappresentano il settore nella Camera di Commercio e nel Consorzio Turistico. Un’apertura nei confronti della proposta della giunta Galimberti, ma anche una serie di paletti precisi, senza i quali non ci sarà consensi sulla misura che l’esecutivo di Palazzo Estense vuole adottare.

La presa di posizione è unanime: il mondo del turismo provinciale si dice favorevole, ma solo a patto che «tale specifica forma di imposta nei confronti di chi soggiornerà nelle strutture dell’ospitalità alberghiera e complementare – si legge nel documento inviato a Palazzo Estense – possa fungere da “project financing” per la realizzazione di azioni, iniziative e progetti strettamente finalizzati allo sviluppo dell’economia turistica e ricettiva».

Almeno l’80 per cento di quello che sarà introitato dalla nuova imposta, quindi, dovrà essere «destinato ad azioni direttamente ed effettivamente collegate alla promozione turistica. L’obiettivo, quindi, deve essere quello di incrementare il numero dei pernottamenti e delle presenze alberghiere e, più in generale, turistiche nelle stesse strutture interessate dall’imposta» si legge sempre nel comunicato stampa diffuso ieri dalla Camera di Commercio.

Il ricavato, secondo gli operatori del settore, dovrà avere dei ritorni anche in termini «di accoglienza dei turisti presenti sul territorio, attraverso la realizzazione di specifiche iniziative promozionali di informazione, formazione e di vigilanza e controllo, con particolare riferimento alla prevenzione rispetto ai fenomeni di abusivismo nell’ospitalità alberghiera e complementare».

Il documento porta la firma dei presidenti della Camera di Commercio e del Consorzio Turistico della provincia di Varese, rispettivamente Giuseppe Albertini e Fabio Lunghi, e degli esponenti al vertice delle associazioni di rappresentanza dello stesso mondo turistico nei due enti: Giorgio Angelucci, presidente di Uniascom, Frederick Venturi, numero uno di Federalberghi, e Alfredo Dal Ferro, che presiede l’Associazione Bed & Breakfast.

La presa di posizione si conclude chiedendo inoltre la costituzione di un “Osservatorio Turistico Comunale” «per concertare, valutare e controllare lo stato di avanzamento degli interventi relativi allo sviluppo dell’economia turistica e ricettiva». Un Osservatorio, è la richiesta, che si riunisca con cadenza almeno trimestrale e che sia composto, oltre che da rappresentanti del Comune di Varese, anche della Camera di Commercio e delle associazioni del settore turistico-commerciale e dei servizi dell’accoglienza.

In sostanza, il mondo economico ha deciso di dare credito all’amministrazione, ma vigilando sul buon funzionamento e sui ritorni per il territorio che deriveranno dalla nuova imposta.

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