«La vita con Giovanni Borghi»
Nella foto in alto, Borghi insieme a Poblet nel 1959 sul traguardo della Milano - Sanremo

«La vita con Giovanni Borghi»

Varese continua ad avere nel cuore il fondatore della Ignis, a 41 anni dalla sua scomparsa

Il figlio Guido ci racconta il periodo d’oro: «Fu un genio del suo tempo: intuiva desideri e necessità della gente».

Guido Borghi, 41 anni fa l’addio a papà Giovanni. Che giorno è il 25 settembre?

Un giorno di malinconia, riaccende un dolore acuto. Ma anche d’orgoglio forte, ricorda un grande uomo.

Imprenditore di successo è dir poco o nulla…

Sì, andrei oltre. Non esagero e lo chiamo genio. Vedeva lungo, concreto, svelto. Prima degli altri: un formidabile sprinter.

Dote fondamentale?

L’intuizione. Capire cosa volevano i clienti. Ma non erano clienti: gente da servire, comprendendone gusti, inclinazioni,e necessità.

Oggi come lo definirebbero, il mitico commenda?

Un esperto di marketing, avanti anni luce sugli altri. Prendiamo le sponsorizzazioni sportive: fu il primo a coglierne l’importanza. Pugilato, ciclismo, basket nell’ordine. Poi il resto.

L’intervista integrale su La Provincia di Varese in edicola sabato 24 settembre 2016.


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