Matteo Bianchi tra i “sovranisti”: «C’è chi vuole un’Europa dei popoli»
Matteo Bianchi in uno scambio di vedute con Marine Le Pen

Matteo Bianchi tra i “sovranisti”: «C’è chi vuole un’Europa dei popoli»

Il segretario provinciale della Lega Nord a Praga per la convention del gruppo al Parlamento di Le Pen

Da Morazzone al centro dell’Europa “sovranista”: c’è un Matteo varesino (Bianchi) al posto di Salvini a rappresentare la Lega alla convention di Praga dell’Europa delle Nazioni e delle Libertà, il gruppo al Parlamento europeo capitanato da Marine Le Pen. «Ci demonizzano come xenofobi, razzisti e fascisti, ma è un vento che soffia da Trump alla Fpo austriaca arrivata al governo».

È stato il sindaco di Morazzone e segretario provinciale della Lega Nord Matteo Bianchi a sostituire il leader del Carroccio Matteo Salvini, impegnato sul territorio, alla convention dei “sovranisti” europei. Bianchi ha preso la parola al fianco di una serie di “icone” del populismo europeo, dalla Le Pen all’olandese Geert Wilders, fino al “padrone di casa” Tomio Okamura, leader ceco-giapponese del Partito della libertà e della democrazia diretta (Spd) che ha superato il 10% alle ultime elezioni in Repubblica Ceca.

«Non capita tutti i giorni di essere applaudito da Wilders e dalla Le Pen - l’emozione di Bianchi - È stata un’esperienza fantastica. Torno nel Varesotto con la consapevolezza che in Europa esiste un fronte che non è omogeneo al pensiero unico, ma che è vivo e vuole un’Europa dei popoli, delle comunità e della tradizione».

Il ruolo dei territori

Un fronte eurocritico, «che mette i territori al centro - sottolinea l’esponente del Carroccio - e che è in grande crescita: partiti in salute, lo dimostrano gli austriaci della Fpo, che a Praga non c’erano perché impegnati a formare il governo. Partiti che le sinistre continuano a demonizzare, accusandoli di essere xenofobi, razzisti, fascisti o nazisti. Ma da Trump all’Austria al 15% dell’Afd in Germania, quel che è certo è che questi movimenti, oltre a non essere nazista tutta la gente che li vota, non sono marginali. E poi, e pensiamo alla Lega, siamo un partito che ha responsabilità di governo in grandi regioni come Lombardia e Veneto».

I valori tradizionali

E come Trump, che da quando è alla Casa Bianca ha rilanciato il “Merry Christmas”, anche Matteo Bianchi ha attaccato il suo discorso dal Natale: «In svariati angoli del nostro bellissimo continente, qualcuno tenta di vietare gli alberi di Natale negli edifici pubblici e qualcun altro spinge per usare il termine “Buone Feste“, politicamente molto più corretto rispetto ai “sovversivi” usuali riferimenti natalizi. In Italia in primavera avremo le elezioni politiche e abbiamo già le idee ben chiare in testa: i valori della nostra tradizione non sono negoziabili per nessun motivo».

L’esempio della Merkel

Anche se la «madre di tutte battaglie», a Praga è emerso con chiarezza, rimane «l’immigrazione». Una chiave di lettura decisiva in vista della tornata elettorale di marzo: «L’esempio della Merkel che, proprio a causa del problema dell’immigrazione che non ha saputo e voluto gestire come si deve, è uscita indebolita dalle ultime elezioni - sostiene Bianchi - è un elemento che potrà portare anche Berlusconi a più miti consigli, non solamente fedele alla linea del Partito Popolare Europeo, ma con meno remore quando c’è da criticare per fare gli interessi delle nostre comunità».

Al contrario, il leghista si aspetta che «Pd e altri cercheranno di incentrare la campagna elettorale sui temi del razzismo e dell’antirazzismo, del fascismo e dell’antifascismo, dell’omofobia, perché sono in grave difficoltà e non hanno argomenti né soluzioni, perciò devono anteporre l’ideologia alla concretezza. Quello che succede in Europa lo si nasconde con manifestazioni come marcia antifascista che c’è stata anche sabato nella nostra Varese, ma è una strategia della sinistra per nascondere le loro difficoltà. Non rinascerà il partito nazista né quello fascista, su questo possono stare tranquilli, ma ormai la gente lo ha capito...».


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