«Questo è un referendum che fa paura, facciamo sentire a Roma la nostra voce»
Per il Sì al referendum

«Questo è un referendum che fa paura, facciamo sentire a Roma la nostra voce»

Il fronte del centrodestra marcia unito e compatto, al grido di «Si può dare di più» lanciato all’Osteria delle Zucche di Osmate

Il fronte del centrodestra unito per il Sì al referendum. «Si può dare di più»: questa la nuova colonna sonora del centrodestra, lanciata ancora una volta dal consigliere regionale di Forza Italia Luca Marsico in quello che sta diventando ormai un tradizionale appuntamento alla Trattoria delle Zucche, dove si sono radunati circa 200 amministratori locali della provincia di Varese. Lo scorso anno era stata “Se stiamo insieme ci sarà un perché”, stavolta però il perché era chiarissimo, l’appuntamento referendario di domenica, che ha ricompattato un fronte che va da Fratelli d’Italia, presente con il commissario provinciale Paola Frassinetti, fino all’Esperienza Civica di Marco Magrini, che peraltro ha dovuto rintuzzare prontamente l’accusa-provocazione sibilata da un tavolo («è di sinistra», visto che in Provincia è alleato al Pd).

«Il referendum è un motivo in più per stare insieme - le parole di Marsico - ma è stata una partita giocata senza pubblico, senza lo sprone per abbattere i pali. Ora dobbiamo riempire lo stadio di un sano tifo per l’autonomia». Così dai “big” di Lega, Forza Italia e Lombardia Popolare è partito un appello alla mobilitazione alle urne. «Facciamo sentire a Roma la nostra voce» invoca il segretario leghista Matteo Bianchi. Dicono che è inutile? Ma noi amministratori, sappiamo quanto è complicato rispondere ai cittadini e dare maggiori servizi: è ora di darci una volta e per sempre la possibilità gestire risorse come sappiamo fare». Il quorum, non formale ma sostanziale, è lo spauracchio: «A Roma e tra i burocrati dei ministeri aspettano solo di riderci dietro in caso di flop - sottolinea Raffaele Cattaneo (LP) – in ogni caso noi in Consiglio regionale da martedì siamo pronti a discutere di autonomia. Quando vuole il governo si dà una mossa: guarda caso il 3 ottobre l’Emilia Romagna ha deliberato la richiesta di autonomia e l’altroieri Bonaccini era già a Roma da Gentiloni a firmare un accordo di 10 righe che non dice nulla sull’intesa. Vuol dire che referendum sta spaventando molti a Roma e a sinistra». Anche per l’assessore regionale Francesca Brianza (Lega) è «un referendum che fa paura», ma c’è ottimismo sull’esito. Il forzista Nino Caianiello benedice la serata e guarda già oltre: «Ci riportiamo verso un’aspettativa di governo di centrodestra sia a livello regionale che nazionale».


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