«Salviamo l’ex Canziani dal degrado». In commissione il futuro dell’area
Alcuni scatti dall'arrivederci alla Canziani di sabato 15 luglio (Foto by Foto di repertorio)

«Salviamo l’ex Canziani dal degrado». In commissione il futuro dell’area

Gli assessori della giunta comunale di Varese hanno relazionato ai consiglieri comunali sulla questione del trasferimento dell’istituto scolastico elementare

VARESE - È stata una riunione a tratti accesa, quella della commissione congiunta Servizi Educativi – Lavori Pubblici, lunedì 17 sera, in sala Montoli: a sedersi di fronte al presidente Gaetano Iannini (Lista Galimberti), Mauro Gregori del Gruppo Misto Varese Città Ideale (richiedente la riunione) e al primo cittadino Davide Galimberti si sono trovati Rossella Dimaggio e Andrea Campane rispettivamente assessora e dirigente dei Servizi Educativi, Andrea Civati assessore e Franco Andreoli dirigente dei Lavori Pubblici; presenti Carlo Piatti per la Lega, Carlotta Calemme per Forza Italia, Alessandro Pepe per il PD, Valerio Crugnola per i 2.0. Presenza auditrice, il direttivo dell’associazione genitori “Mia Canziani” assieme a due insegnanti di plesso (fra cui la referente Loredana Pinzetta). Oggetto del contendere: il destino della scuola primaria Canziani, della quale Dimaggio ha ricostruito lo storico recente. Stante la perizia di inagibilità arrivata come una doccia fredda al suo assessorato il 4 di luglio, ha spiegato, in un’unica terribile giornata si è dovuto procedere a pensare a tutelare la sicurezza dei bambini e del personale scolastico, risolvendo il problema di dove mandare la scolaresca dall’11 di settembre.

Sono state messe al vaglio in poche ore diverse soluzioni: disperdere le classi in vari plessi di Varese è risultato da subito inopportuno per tutelare l’identità della scuola. Così si è pensato di trasferirle in un unico edificio: il più vicino sarebbe stato la Morandi, ma apparteneva ad un diverso istituto comprensivo e si desiderava garantire la continuità con il lavoro svolto nell’organico del Varese 2. La Pascoli (che ospita attualmente 160 bambini) sarebbe stata nel comprendivo la soluzione più vicina, ma è stata esclusa per motivi numerici e al fatto che si sarebbero dovute sacrificare tre aule del doposcuola; alla fine si è optato per la “Busca” sita nella traversa di viale Aguggiari, che presentava una serie di caratteristiche simile (anche ambientali) alla Canziani, tranne per il fatto che la struttura è realizzata in maniera decisamente più solida. Le stime per il rifacimento dell’ala al pianterreno oggi occupata dagli uffici delle GEV sono di 55 mila euro: le 5 aule che se ne ricaveranno, assieme ad un’aula al piano superiore a fianco di quelle che ospitano la Don Bosco verranno pronte sicuramente per la riapertura delle scuole.

L’unico problema da risolvere, ha spiegato l’assessora, è quello di attivare il pullmino navetta per il trasporto dei bambini, che in linea d’aria è veloce (tant’è vero che è al vaglio la sistemazione per il pedibus di un sentiero esistente fra le due scuole, percorso dai bambini durante la tradizionale Marcia del Pellicano) ma che a livello di mobilità urbana, ha convenuto, non è la soluzione dei problemi. Civati dal canto suo ha ribadito come si sia dovuto prendere atto dell’inidoneità grave della scuola per quanto riguarda i problemi di carico verticale (neve) e orizzontale (vento) più ancora che per questioni sismiche (nessuna scuola di Varese è antisismica).

È in atto, ha spiegato Andreoli, un monitoraggio costante delle scuole dal 2010: l’ultima norma ad aver cambiato lo scenario risale al 2008; per questo il Comune è intervenuto tra gli anni 2010 e 2016 con una serie di verifiche statiche degli immobili scolastici con un criterio di vetustà coperto fino al 95% (mancano all’appello l’Anna Frank e la Pellico, che però non destano preoccupazioni): solamente la Canziani non ha superato la prova, mentre su alcuni edifici ci sono indicazioni di intervento ed è ciò che il Comune realizzerà all’interno del Piano Scuole presentato in primavera (costo complessivo degli interventi stimato in 6 milioni di euro). Allo stato attuale delle cose dunque tutte le scuole possono dirsi sicure tranne la Canziani, che non verrà mai più ristrutturata:

«In questo momento – ha spiegato Dimaggio – dobbiamo gestire l’emergenza, non sappiamo ancora cosa fare dell’edificio che risale ai primi anni Sessanta, ma è chiaro che non potrà più essere utilizzato a scopi sociali». Si sfata quindi il timore diffuso nel quartiere che possa diventare un centro di accoglienza in emergenza; ma nel contempo Città Ideale congiuntamente a Calemme ha richiesto che l’area dismessa non sia lasciata al degrado. «Se fossi stato sindaco io nel 2014 l’avrei chiusa già allora» ha commentato Galimberti. «Non è facile chiudere una scuola – ha chiosato Civati – e ci riproponiamo appena possibile di costruirne una nuova, di Canziani: ma a volte è necessario anche saper prendere decisioni impopolari».


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