Tetti divelti e molti alberi sradicati. Varese ferita al cuore
Un albero è caduto in mezzo alla strada, investendo un’auto

Tetti divelti e molti alberi sradicati. Varese ferita al cuore

Numerose le strade rimaste bloccate. Al lavoro per tutta la notte

VARESE - È stata di una forza inaudita la tromba d’aria che nella serata di venerdì 18 agosto si è abbattuta su Varese: innumerevoli le chiamate ai Vigili del Fuoco che hanno dovuto fronteggiare numerosi casi di tetti divelti, alberi sradicati, strade bloccate e hanno lavorato tutta la notte per mettere in sicurezza parecchie aree cittadine; ovunque i tombini intasati. A San Fermo lungo via Monfalcone si sono abbattuti diversi alberi di grosso fusto, che sono stati rimossi dalla carreggiata dagli operai del Verde Pubblico durante la giornata di sabato. Anche in via Pergine sono caduti alcuni alberi: uno, enorme, per fortuna rovinato all’interno dell’area demaniale all’angolo di via Belmonte a minima distanza da un’abitazione privata; un secondo, un pino di una quarantina d’anni, all’interno della scuola secondaria Don Rimoldi, anche in questo caso rovesciatosi rasente alla scuola e in parallelo rispetto alle aule. In Valle Olona via Dalmazia si è completamente allagata la sera del tornado; in via Val di Non è caduto un palo della luce. Ma i danni materiali più gravi, fortunatamente non riferiti a persone, si sono registrati in quel di Belforte. In via Friuli un pino si è spezzato e la parte superiore si è abbattuta su alcuni garage della zona. Due i danni gravi ad altrettante strutture abitative: in via Calatafimi un tetto è stato scoperchiato e i lastroni finiti nel caseggiato vicino; in viale Belforte la tettoia in lamiera con supporto di polistirolo che ricopriva il condominio della pasticceria “Sapori di Sicilia”, ex Calzavara, ha preso letteralmente il volo per le fortissime raffiche di vento ed è planata ad una ventina di metri di distanza nel giardino della palazzina che fa angolo con via Podgora, al civico 72. Nel volo, la lamiera ha tagliato la cima del pino del giardino della Ferramenta Rossi, il cui edificio rimane adiacente a quello da cui si è staccata la lastra: un secondo albero, all’interno del giardino della palazzina su cui è planata la lamiera, attutendo il colpo ha impedito che venisse danneggiata l’abitazione, nella quale al momento dell’impatto erano presenti alcune famiglie.

Il fatto è accaduto poco prima delle 21: immediati i soccorsi dei vigili del fuoco chiamati dai residenti. Dedo Rossi, il proprietario della ferramenta che segna idealmente l’inizio della Belforte storica, accorso da Luvinate dove risiede, ha valutato immediatamente i danni: «La lamiera è rimbalzata sul nostro tetto – ha raccontato – provocando un buco; un pezzo di lamiera si è rotto ed è finito dentro il nostro giardino, un altro ha tranciato il pino volando ad una cinquantina di metri di altezza e si è piantato sulla casa del dottor Pellegrini, bloccato in tempo dall’albero: fortuna ha voluto anche che la vela volasse mentre non passava nessuno e che non mirasse al centro del viale. La cosa discutibile è che vigili e pompieri non hanno transennato subito via Podgora: l’ho dovuto fare io a mezzanotte assieme a mio fratello ed al fratello del dottore, con un nastro; poi sono rimasto sul posto fino all’una e mezza di notte aspettando di nuovo l’intervento dei vigili del fuoco perché una delle lamiere era rimasta in bilico sul tetto. Sabato mattina verso le dieci, vedendo che la strada non era ancora stata transennata dal Comune, ho telefonato ai vigili urbani e ho detto che non mi pareva normale che avessi dovuto farlo io in qualche maniera. La risposta dall’altro capo del telefono è stata che era stato avvisato il proprietario dell’immobile e che sarebbe spettato a lui transennare. Mezz’ora dopo, però, è arrivato il camioncino del comune e ha transennato con le barriere la strada dall’inizio fino al macello. Ad ogni modo sino a quando non hanno iniziato questa mattina a rimuovere il materiale, la via era tutta bloccata da una quantità incredibile di lamiera e chiunque vi avesse girato dentro si sarebbe schiantato». Spicca, fra le testimonianze, anche quella del giornalista Marco Regazzoni, residente in via Podgora. «Vorrei ricordare una figura importante in tutta questa vicenda: un agente della polizia locale che, pur non essendo di turno, arrivato sul posto ha passato almeno due ore a dirigere il traffico, fino a mezzanotte: con la sua paletta arancione e il giubbotto catarifrangente ha evitato che le macchine, durante la bufera e poi al buio, girassero nella strada e si trovassero addosso alla lamiera»: un eroe silenzioso, al quale la città intera deve il suo ringraziamento corale. La strada, ripulita da una ditta chiamata dall’amministratore del civico 68, l’edificio da cui si è staccata la vela, è stata riaperta nel tardo pomeriggio.

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