“Torna” il disco orario in via Daverio. Rimossi i cartelli sbagliati dal multipiano

“Torna” il disco orario in via Daverio. Rimossi i cartelli sbagliati dal multipiano

Nella mattinata di ieri la Provincia ha provveduto a togliere la segnaletica che indicava l’introduzione dei posti a pagamento

VARESE - Marcia indietro al multipiano di Casbeno: continua ad essere gratuita l’area a disco orario.

Spariscono, come sono arrivate, le “correzione”, al cartello nel park, di proprietà della Provincia di Varese, di fronte alla Stazione delle ferrovie Nord. L’Ente smentisce qualsivoglia iniziativa del genere, ma di fatto qualcuno per volontà, errore o beffa, ha messo mano ai cartelli.

Tutto è iniziato mercoledì mattina con le perplessità di chi accingeva a lasciare l’auto nel parcheggio di via Daverio.

Sono seguite le segnalazioni più diverse da chi aveva visto comparire una nuova dicitura che prevedeva al posto dell’area a disco orario il passaggio al pagamento di 2 euro giornaliere, a chi spifferava di aver colto all’opera tecnici del Comune di Varese passando per chi giurava di aver visto dipingere delle strisce blu, diventate ormai lo spauracchio dell’ultimo mese per varesini e varesotti.

Da parte loro né Palazzo Estense, né Villa Recalcati hanno dato via ad operazioni in quello specifico spazio che è di competenza provinciale.

Da qui l’interrogativo che apriva a tre opzioni: errore umano, una svista tecnica o lo scherzo di qualche furbacchione che ha voluto cavalcare l’onda emotiva della psicosi da vernice blu.

È facile, infatti, pensare che posa fare presa una burla che miri a riaccendere i riflettori su una questione che tiene banco da 20 giorni tra Comune, social, bar e capannelli. La rimozione della tanto temuta modifica al cartello e la conferma dell’Ente Provincia che al multipiano di via Daverio non cambierà nulla, fanno intanto tirare un sospiro di sollievo in coloro che in quel parcheggiano, seppur piccino, sperano di trovare alcuni degli agognatissimi stalli bianchi, ormai “in via di estinzione” nel quartiere. Se di scherzo si è trattato, ora c’è da sperare che non si trovino emulatori del gesto o inventori di nuove burle-protesta per evitare di gettare in confusione e sconforto i cittadini che in questo periodo si stanno adeguando a già a diverse novità, norme e regolamenti.


© RIPRODUZIONE RISERVATA