Una chiave chiamata strategia macroregionale: «Sempre più protagonisti»

Una chiave chiamata strategia macroregionale: «Sempre più protagonisti»

La relazione del presidente del consiglio regionale

L’Europa prova a ripartire dalle strategie macroregionali: «L’Europa riparte dal basso». Le nuove politiche di coesione, nel settennato che inizia dal 2020, dovranno dare centralità alle Macroregioni: lo chiede il Comitato europeo delle Regioni, che ha approvato ieri a Bruxelles il parere sulle strategie macroregionali di cui era relatore il presidente del Consiglio regionale della Lombardia Raffaele Cattaneo.

Da tre “no” a tre “sì”

Un testo che chiede alle istituzioni europee di dare centralità sempre maggiore allo sviluppo di queste strategie. «La strategia macroregionale è il primo strumento concreto che va nella direzione di un’Europa costruita dal basso - ha sottolineato il Presidente Cattaneo - e costituita dalle sue realtà più significative, le Regioni, le città e le autonomie locali, che devono essere sempre più protagoniste e attori principali di queste strategie».

Dai tre “no” da cui sono partite le strategie macroregionali (no a nuove risorse, a nuove regole e a nuove strutture amministrative), Cattaneo ha proposto “tre sì” per la nuova strategia: «Sì a migliori sinergie con gli strumenti di finanziamento europei, sì a una migliore integrazione delle strutture esistenti nelle strategie macroregionali e sì a una migliore applicazione delle norme esistenti».

Per Cattaneo «i programmi europei devono essere incoraggiati e indirizzati a sostenere meglio i progetti macroregionali. È necessario instaurare maggiori sinergie tra le strategie macroregionali e i programmi gestiti direttamente dalla Commissione europea. I programmi transfrontalieri Interreg, in particolare i programmi transnazionali e transfrontalieri, potrebbero avere un ruolo chiave nel finanziamento dei progetti di strategia macroregionale».

Diamo i numeri

Il parere presentato da Cattaneo ha ricevuto il sostegno del deputato europeo Andrea Cozzolino ed è stato alla fine approvato all’unanimità. «Una pietra miliare per le future decisioni» l’ha definito Mauro D’Attis del Ppe. L’inserimento delle strategie macroregionali nelle politiche dell’Unione europea dopo il 2020 è stato sollecitato in un documento congiunto preparato su iniziativa della Baviera, regione che presiede la strategia dell’Unione Europea per la Macroregione alpina (Eusalp), che sottolinea come i programmi operativi dovrebbero essere incoraggiati a sostenere meglio i progetti macroregionali.

In particolare, secondo un recente studio, realizzato da Confindustria Lombardia, si sottolinea come un’area strategica che comprenda 3 dei 4 motori d’Europa (tra cui la Lombardia) possa diventare un grande hub economico e innovativo in grado di trainare economie regionali e nazionali nel contesto mondiale. La competitività della Macroregione Alpina (che comprende 48 regioni di 7 nazioni, Italia, Francia, Germania, Austria, Slovenia, Svizzera e Liechtenstein) nei mercati globali si giocherà puntando in termini prioritari sulla modernizzazione delle manifatturiere tradizionali come in particolare l’Automotive e il Tessile e sviluppando filiere strategiche rilevanti per la competitività della Macroregione. Cattaneo suggerisce l’«istituzione di una struttura di coordinamento permanente per l’attuazione della strategia che costituirebbe di fatto la base del sistema di governance».

Dal 2009 sono quattro le strategie macroregionali attivate, coinvolgendo 19 Paesi dell’Unione europea e otto esterni, interessando un numero complessivo di 270 milioni di cittadini.


© RIPRODUZIONE RISERVATA