Una Scuola modello finlandese. Parte un nuovo metodo di studio

Una Scuola modello finlandese. Parte un nuovo metodo di studio

Il progetto è stato fortemente voluto dalla comunità di Avigno

Dall’anno prossimo potrebbe divenire realtà a Varese una scuola tutta nuova, un progetto educativo e culturale destinato a costruire un mondo migliore. Si tratta di “Una scuola”, progetto che 90 genitori del popoloso quartiere di Avigno hanno presentato al sindaco Galimberti, che ne ha richiesto l’approvazione al MIUR.

Nata dall’esperienza di due pedagogiste, Francesca Antonacci e Monica Guerra, ricercatrici del Dipartimento di Scienze Umane per la formazione “Riccardo Massa” alla Bicocca a Milano, l’idea parte dalla necessità di ripensare interamente l’ impianto educativo e formativo mediante una formula, da alcuni già definita “finlandese”, che metta al centro la comunità e non il singolo. Un obiettivo che, spiega il Manifesto di Una Scuola, è colto a diversi livelli: per quanto riguarda i bambini, puntando ad un maggiore coinvolgimento sul potenziale della collettività - quindi niente individualismi e selettività, ma una esperienza partecipata del gruppo che valorizzi ricchezze e fragilità di ciascun alunno.
Puntando anche alle famiglie, come partners attivi del processo in dialogo con gli insegnanti, responsabili ultimi delle scelte educative e didattiche dopo averle condivise con i genitori.

Ma è sull’organizzazione che “Una scuola” mostra il suo potenziale rivoluzionario: innanzitutto i gruppi classe non sono divisi per età, ma sono fluidi, differenziati in laboratori di apprendimento a seconda dell’interesse e della capacità dei grandi di aiutare i più piccoli. Niente orari nè dopo scuola, ma adozione dei principi della “Scuola Fuori”, teorizzata da Monica Guerra nel progetto “Bambini e Natura”: gli alunni proseguono nell’ambiente la loro sperimentazione, accentuando una maggiore consapevolezza anche dal punto di vista fisico. Scompaiono anche i voti, che non sono più un mero strumento di giudizio, per fare posto ad una valutazione di “senso”, di relazione tra persone e cose, tra cose e conoscenza, tra conoscenza e significato.

I compiti diventano opportunità di “focalizzare lo sguardo”, per tenere alto il livello osservativo, la curiosità, l’abitudine a farsi domande, anche oltre il tempo scolastico. Le materie sono tutte ridisegnate secondo un linguaggio nuovo: ad esempio la religione diventa spiritualità, con la possibilità di fare posto ai diversi credo.
Inoltre per facilitare l’apprendimento attraverso la bellezza, Una Scuola promuove il linguaggio dell’immaginazione, che esplora la realtà attraverso i simboli dell’arte, con la poesia, il teatro, il cinema, la musica e la danza.
Particolare attenzione è posta anche alla introduzione di filastrocche, canzoni, conte e altri giochi utili per sviluppare la memoria sia come conservazione delle tradizioni sia come allenamento mentale.
Se otterrà il riconoscimento del Ministero, il primo anno di Una Scuola potrebbe partire il prossimo settembre con una offerta rivolta ai bambini dai 3 ai 13 anni, comprendendo quindi i gradi Infanzia, Primaria e Secondaria, arruolando due docenti sotto la supervisione delle due pedagogiste.


© RIPRODUZIONE RISERVATA