Da Mercallo fino a Santiago de Compostela. Tutto in bicicletta
Paolo Soldati è partito ieri mattina con solo un cellulare, una cartina e una macchina fotografica

Da Mercallo fino a Santiago de Compostela. Tutto in bicicletta

L’avventura di Paolo Soldati, mercallese classe 1956, è iniziata ieri: 3600 chilometri attraverso l’Europa

Quant’è bella giovinezza. Sì, e pure la follia. Quella sana, bellissima, irrefrenabile follia che rende fattibile anche l’impensabile. Queste due armi Paolo Soldati, mercallese classe 1956, le ha prese, le ha messe nelle borse laterali della sua bicicletta ed è partito per uno di quei viaggi da film. Tremilacinquecentoquarantadue chilometri: quello che sembra uno scioglilingua in realtà è la distanza - chilometro più, chilometro meno - che Soldati tenterà di percorrere in un mese. Da Mercallo a Santiago De Compostela, andata e ritorno.

Un viaggio in solitaria, armato solo di una cartina, un cellulare e di una macchina fotografica per immortalare i momenti più emozionanti di un’avventura unica. Paolo Soldati è un appassionato di bicicletta fin da quando era ragazzino e da lei non si è mai separato. L’anno scorso, di questi tempi, portava a termine una delle sue tante imprese “scalando” per più di cento volte il Mottarone. Ieri invece è partita la sua “follia” più grande: una biciclettata attraverso l’Europa fino alla fine del cammino di Santiago. Paolo, con tappe da 150 chilometri, passerà per Torino, Sestriere per arrivare così in Francia, a Montpellier, poi Tolosa e Avignone fino a Roncisvalle in Spagna: da qui partirà il percorso del pellegrinaggio per Santiago, trovando riposo in alberghi lungo il tragitto.

«Sono emozionatissimo e felice. Avevo voglia di spingermi oltre in un’avventura speciale: mi sento un giovincello e ce la posso fare» aveva dichiarato Paolo prima di partire. E ieri mattina alle 8 l’avventura è iniziata. «Stamattina (ieri per chi legge) mi ha fatto come sempre la colazione già vestito da bici pronto per partire: non vedeva l’ora di andare» racconta il figlio Riccardo, che al papà-avventuriero ha raccomandato di «stare attento e di farsi sentire. Voleva partire senza nemmeno un telefono ma gli ho comprato uno di quei cellulari senza fotocamera, giusto per avere un modo per sapere se sta bene».

La durata prevista per il viaggio è di circa un mese. «Speriamo - scherza Riccardo - perché ha detto che se troverà un posto che gli piace non tornerà. Sono molto contento e fiero di lui, è una grande impresa e sono sicuro ce la farà». Intanto Paolo è partito per la sua avventura, con la sua bicicletta e con quel mix di entusiasmo e follia di cui vivono solo le grandi imprese.


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