Un privato apre le porte ai profughi «Ma le regole devono valere per tutti»

Un privato apre le porte ai profughi «Ma le regole devono valere per tutti»

Il sindaco di Malgesso Iocca contrario: «Non per razzismo, ma l’appartamento non può ospitare sei persone»

Sono arrivati alcuni giorni fa a Malgesso quattro profughi richiedenti asilo politico, ospiti di un’abitazione privata in via Garibaldi, nel centro storico del piccolo paese. Una scelta non condivisa dal sindaco Giuseppe Iocca e dalla sua giunta, espressione di una lista civica di area centrodestra; il Comune ha organizzato per lunedì 29 maggio alle 20.30 in sala consiliare, un’assemblea pubblica per chiarire direttamente alla cittadinanza i termini della questione.

«La nostra contrarietà non è dovuta a razzismo o al pregiudizio ma soltanto al rispetto doveroso delle regole che devono valere per tutti ed essere uguali per tutti i cittadini come non sta avvenendo in questa circostanza» dichiara Iocca. Le regole cui si riferisce il primo cittadino sono in questo caso quelle urbanistiche e di abitabilità di un alloggio. «Già lo scorso febbraio - ricostruisce il sindaco - il prefetto di Varese mi ha avvertito dell’intenzione di mandare sei richiedenti asilo in un appartamento privato di Malgesso dopo che i proprietari si erano resi disponibili. Mi sembrava difficile, vista la conformazione di quella zona del paese che ci fosse un alloggio in grado di ospitare sei persone».

Il Comune ha fatto svolgere controlli dalle autorità preposte come l’ufficio tecnico, l’Ats e la polizia locale.

«Ho tre relazioni tecniche che confermano come quell’appartamento non sia in grado di ospitare sei persone ma al massimo quattro - prosegue Iocca - In più sono stati riscontrati anche altri problemi; i proprietari hanno fatto richiesta di permesso in sanatoria ma questo non basta. Penso a quei cittadini che hanno presentato richieste urbanistiche che vengono analizzate minuziosamente prima di essere approvate». I quattro migranti ospiti a Malgesso sono nigeriani e hanno circa una ventina d’anni; l’accoglienza dei quattro richiedenti asilo è gestita dalla cooperativa “Integra”. «Capisco le difficoltà e l’emergenza continua che il prefetto si trova e gestire - sottolinea il primo cittadino - Non è mia intenzione fare polemiche, né comizi, né barricate; il mio è un invito al rispetto delle regole che devono sempre valere per tutti».

L’amministrazione non ce l’ha con i quattro migranti appena arrivati. «Non ce l’ho nemmeno con il privato che ha deciso di fare questa scelta, ma ripeto le regole vanno rispettate sempre» insiste il sindaco che si toglie anche qualche altro sassolino dalle scarpe.

«La cooperativa che gestisce l’accoglienza di queste quattro persone non ci ha informati di nulla: sarebbe bello poter collaborare anche perché mi chiedo cosa faranno tutto il giorno queste persone; si potrebbe pensare ad esempio a far svolgere loro dei lavori di volontariato come avviene in altri Comuni». Per garantire il più possibile la sicurezza, saranno aumentati i controlli in zona da parte dei carabinieri.


© RIPRODUZIONE RISERVATA