Via i sigilli al camping. E anche il Comune è salvo

Via i sigilli al camping. E anche il Comune è salvo

La sentenza della Cassazione: via gli abusivismi ma nessuna confisca

AZZATE - Il Tar dà ragione all’amministrazione comunale: respinta la richiesta di risarcimento di 15 milioni di euro della società. Le 311 piazzole e le 88 roulotte “fuori legge” andranno rimosse. Settimana scorsa una sentenza della Cassazione eliminava la pena accessoria della confisca. Il camping Sette Laghi dovrà tornate a essere un campeggio, non un residence.

A spiegare quanto la giustizia amministrativa ha deciso in questi ultimi giorni sono il sindaco di Azzate Gianmario Bernasconi e il consigliere comunale con delega sulla questione “campeggio Sette Laghi”, Gianmarco Beraldo.

Ai proprietari

La Corte di Cassazione, a fine settembre, ha annullato il sequestro e la confisca del camping, a cui erano stati messi i sigilli nel 2012 per la contestazione dei reati di lottizzazione abusiva e costruzioni abusive: per effetto della prescrizione è ritornato dunque nella disponibilità dei proprietari, già assolti in appello per i due reati. Gli ex residenti, che oggi possono avere accesso al camping in ogni momento, hanno vinto.

Ma ha vinto anche il Comune. Spiega il sindaco Bernasconi: «L’Amministrazione comunale aveva emesso un’ordinanza di demolizione e rimessa in pristino dell’area del camping. La società, e alcuni dei soci, avevano fatto ricorso. Ora il Tar ha emesso la sentenza che dà ragione a al Comune. Questo significa che il Comune ha agito nella legalità e con correttezza. Che tutti gli atti compiuti erano dovuti e legittimi ed è stato fatto tutto correttamente».

Tutto come prima

Ma cosa accade ora? Semplice tutto dovrà tornare come prima. Le 311 piazzole e le 88 roulotte che sono fuori norma dovranno essere demolite o rimosse. Il Comune dovrà verificare che ogni “boungalow” ed ogni roulotte tornino nella legalità, altrimenti il Comune diventerà proprietario di ogni singola piazzola. Insomma la Sette Laghi ha quindici giorni di tempo per far tornare quell’area nella situazione prevista dal Piano di Governo del Territorio, ovvero un’area ricettiva all’aria aperta: cioè un camping con libero accesso a tutti e con possibilità di sostare per un tempo limitato. Camping sì, residence no.

Il Comune è soddisfatto dalla decisione del tribunale amministrativo regionale. L’area di fatto tornerà al suo originario splendore. La vicenda, cruentissima, negli anni ha visto anche un omicidio commesso in quella stessa area.


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