«Visto? Ti ho bruciato la macchina». Ma al telefono ci sono i carabinieri
Il fotogramma decisivo: il 53enne ripreso mentre riempie la tanica con la benzina che ha poi usato per dar fuoco all’auto

«Visto? Ti ho bruciato la macchina». Ma al telefono ci sono i carabinieri

Fine di un incubo - In manette un 53enne: da due anni perseguitava la ex compagna

VEDANO OLONA - Dà fuoco all’auto della ex: arrestato dai carabinieri della stazione di Azzate. Per la vittima, una donna albanese di 46 anni, è la fine di un incubo. L’ex compagno (la coppia non ha figli) la stava perseguitando da due anni. Da quando, cioè, lei aveva deciso di chiudere con quel bustese di 53 anni, disoccupato e con precedenti. Sino all’altro ieri, però, lo stalker era stato abile: in due anni non c’erano mai stati elementi certi che potessero collegarlo alle preoccupanti “stranezze” che accadevano alla vittima.

Inferno senza nome

La donna vive a Vedano Olona e negli ultimi 24 mesi è stata addirittura costretta a cambiare casa proprio per sfuggire a quella persecuzione. Adesso è finita: i militari della compagnia di Varese, guidati dal capitano Gerardina Corona, hanno arrestato il cinquantatreenne in quasi flagranza d’intesa con il pubblico ministero di Varese Massimo Politi che ha coordinato le indagini. L’inizio della vicenda parte, come sempre in questi casi, da una rottura. La vittima tronca il suo rapporto con quell’uomo con il quale evidentemente non c’era più intesa. Lui le giura che gliela avrebbe fatta pagare. Parole che la donna forse immagina dettate dalla rabbia del momento. Poi iniziano quegli strani “incidenti”. Il cancello di casa danneggiato. Poi il citofono sfondato. Poi le minacce anonime al telefono. E quegli strani incontri con l’ex nelle vicinanze della cooperativa sociale di Bodio Lomnago dove la quarantaseienne lavora. La donna denuncia puntualmente ai carabinieri ogni episodio. Ma lei stessa, non avendo prove, non ha mai accusato con precisione l’ex di essere l’autore.

Incastrato dalle telecamere

L’altro ieri l’uomo ha raggiunto il posto di lavoro della ex. Ha individuato la Toyota Yaris di proprietà della vittima. L’ha cosparsa di benzina e gli ha dato fuoco. Poi si è allontanato.In zona era in servizio una pattuglia della polizia locale che ha visto la colonna di fumo alzarsi dal posteggio e ha chiamato vigili del fuoco e carabinieri. Le indagini hanno immediatamente preso il via. La vittima ha fornito una pista: l’ex, pochi giorni prima, si era rifatto vivo ufficialmente dicendole che gliela avrebbe fatta pagare. I carabinieri di Azzate partono dalle telecamere di videosorveglianza in zona. E arrivano al distributore Ip di Bodio dove il 53enne viene ripreso mentre riempie una tanica di benzina.I filmati mostrano poi chiaramente il viso dell’uomo che indossa tra l’altro una felpa molto particolare. È la svolta. Alcune pattuglie di militari iniziano a cercare lo stalker, mentre la ex è in caserma che riepiloga l’accaduto. E in quel momento, con gli inquirenti davanti, il cellulare della donna squilla. È l’ex che con gli uomini dell’Arma in ascolto dice: «Hai visto? Ti ho bruciato la macchina. Te l’ho fatta pagare». Poco dopo lo stalker è stato rintracciato e arrestato a Busto Arsizio. Addosso aveva ancora la felpa con cui i video lo hanno immortalato. Nonostante questo nega di aver appiccato l’incendio. E ancora, mentre viene portato in carcere a Varese, il cinquantatreenne ripete che «a quella» gliela avrebbe fatta pagare.


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