«Volontariato e ricerca uniti». E dal sangue sgorga speranza
Vincenzo Saturni è il presidente nazionale dell’Avis uscente

«Volontariato e ricerca uniti». E dal sangue sgorga speranza

Vincenzo Saturni la medicina rigenerativa sostenuta da Fondazione Tes

SOLBIATE ARNO - Una cena per raccogliere fondi mirati a sostenere un progetto di ricerca che «valorizza i volontari, l’eccellenza nella ricerca del nostro territorio, i talenti varesini ma soprattutto punta a curare i malati. E questa è l’argomento principale». Avis e Fondazione Tes, insieme per potenziare la medicina rigenerativa. Una cena benefica, quella promossa dalla sezione Avis di Solbiate Arno «in collaborazione con Avis sovracomunale» spiega Vincenzo Saturni, presidente nazionale uscente di una delle realtà più importanti in Italia nell’ambito del volontariato, che lunedì, alle 20, davanti a dell’ottimo cibo nella sala della Comunità di Solbiate raccoglierà fondi «per la ricerca sulla medicina rigenerativa».

Dal sangue alla vita

Sgombriamo il campo da stereotipi che agitano spettri etici: la ricerca non ha nulla a che vedere con embrioni o pecore clonate. Nulla di tutto questo. «Avis ha sposato questo progetto non soltanto perchè come associazione diffusa in modo capillare su tutto il territorio nazionale ha una forte capacità divulgativa - spiega Saturni - ma soprattutto perchè la ricerca oggi in Italia va sostenuta. Dal volontariato. Con ogni mezzo. Questa, tra l’altro, è una ricerca che viene portata avanti da giovani talenti varesini. Lo fanno aderendo allo spirito del volontariato. È straordinario, ma i costi ci sono».

C’è un protocollo firmato da Fondazione Tes e Università dell’Insubria. Obiettivo è quello della medicina rigenerativa. «I nostri donatori donano sangue - spiega Saturni - è la vita, ovviamente. Ma c’è di più ad esempio le piastrine. Sono quelle che quando una persona si taglia permettono la coagulazione. Il che è giusto. Ma c’è altro. Esiste un processo di cicatrizzazione delle ferite. Di ricostruzione dei tessuti. In soggetti anemici, ad esempio, questo processo di cura, di guarigione, è difficile. A volte impossibile».

Sogni e obiettivi

E questo è il punto al quale mira la ricerca, ancora in fase sperimentale: piastrine in grado di rigenerare tessuti. Di cicatrizzare. Di far ricrescere. Di sostituire. Senza passare dagli embrioni. «È questo - spiega Saturni - che chi parteciperà alla cena di lunedì andrà a sostenere. Il punto è la cura. Curare chi è ammalato. Che è la finalità di Avis, che è la finalità dei nostri volontari». Non solo: «È una ricerca tutta varesina. Il nostro territorio - aggiunge Saturni - ha la possibilità di esprimere un’eccellenza. Senza bisogno di andare dall’altra parte del mondo. Qui, adesso. Valorizzando i nostri talenti nella ricerca. Si parla tanto di fuga di cervelli all’estero. Ecco noi non crediamo di poter invertire il fenomeno, ma da qualche parte dobbiamo cominciare. E Avis ha scelto di cominciare da qui. Da Varese».

La ricerca potrebbe avere applicazioni in grado di cambiare la qualità della vita dei pazienti. «Penso ai diabetici, ad esempio - conclude Saturni - a quelle ulcere croniche che si formano sulle gambe. Difficilissime da guarire. Che a volte possono portare all’amputazione di un arto. La ricerca potrebbe trovare una cura. Potrebbe trovare un modo per guarire queste ulcere. Ecco perchè non soltanto è importante esserci lunedì, ma anche perchè organizzeremo altri eventi per promuovere questa ricerca, per informare i cittadini».


© RIPRODUZIONE RISERVATA