Frontiere chiuse e code. Sì alla mozione di Marsico
Marsico non ha accettato la chiusura de i varchi nell’orario di punta

Frontiere chiuse e code. Sì alla mozione di Marsico

La denuncia del consigliere è sorta dopo la tentata rapina del 5 dicembre in Canton Ticino

È stata approvata ieri, all’unanimità, dall’aula del consiglio regionale della Lombardia, la mozione presentata dal consigliere regionale varesino di Forza Italia Luca Marsico, riguardante la chiusura delle dogane della Svizzera, avvenuta lo scorso 5 dicembre.

Il testo contiene un preciso elenco di impegni, per la giunta regionale lombarda, di farsi interprete presso lo Stato italiano, affinché quest’ultimo, raccolte le istanze degli italiani frontalieri in merito all’accaduto, chieda alla Confederazione Svizzera motivazioni e giustificazioni di un atto di così rilevante impatto sociale e perché episodi simili possano trovare una disciplina condivisa e regolamentata.

Il colpo sfumato

I fatti risalgono a poco più di un mese fa; lo scorso 5 dicembre, due balordi hanno tentato una rapina alla banca Raiffesen di Molinazzo, in Canton Ticino, a circa un chilometro e mezzo dalla dogana di Cremenaga, fallendo però, grazie all’intervento degli impiegati dell’istituto bancario stesso; i balordi si sono dati alla fuga a bordo di un’utilitaria con targa italiana.

La polizia cantonale per motivi di sicurezza, aveva deciso di chiudere alcuni valichi di frontiera, creando polemiche e file interminabili di auto dei frontalieri bloccati per ore in strada, scatenando anche la forte protesta su Facebook del sindaco di Lavena Ponte Tresa Massimo Mastromarino, che è anche presidente dell’associazione dei Comuni italiani di frontiera.

Subito Marsico aveva presentato una mozione al Pirellone, denunciando «l’increscioso episodio», dovuto alla decisione delle autorità svizzere di chiudere i valichi di Lavena Ponte Tresa e di Cremenaga, proprio durante l’ora di punta del rientro dei lavoratori frontalieri italiani a casa, creando così disagi a migliaia di persone, che cercavano informazioni sui social network, attraverso il proprio smartphone, su quanto stava accadendo.

Piena condivisione

«Con l’approvazione di questo atto, il consiglio regionale lombardo ha declinato un impegno preciso di assoluta tutela degli oltre 60 mila lavoratori italiani frontalieri - commenta Marsico - è necessario che non si ripetano azioni unilaterali della Confederazione Svizzera, in violazione del trattato di Schengen, oltre che lesive dei diritti dei lavoratori italiani».

Il blocco delle frontiere si era protratto per circa due ore, mentre l’auto dei rapinatori è stata rinvenuta la notte dello stesso 5 dicembre, dalla polizia di Luino, a pochi metri dal valico di Cremenaga. «Auspico che per il futuro si possa giungere a una piena condivisione, evitando azioni, come quella in specie, non motivate né giustificate dalle norme, come lo scorso dicembre, che non presentava minaccia grave per l’ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato».

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