Irrompe a casa della ex. E lo stalking sfiora la tragedia

Irrompe a casa della ex. E lo stalking sfiora la tragedia

L’uomo, 48 anni, è piombato nell’abitazione armato e col volto coperto da un casco. Sedia e pugni in faccia al nipote della donna

LAVENO MOMBELLO - Quarantottenne arrestato per tentato omicidio: quando lo stalker si trasforma in pontenziale assassino. L’uomo è accusato di essere entrato nella casa dell’ex convivente armato di ascia e manganello e di aver aggredito i nipoti della donna. Tentato omicidio, violazione di domicilio aggravata, atti persecutori e porto abusivo di armi ed oggetti atti a offendere: sono questi i reati contestati dagli inquirenti ad un uomo di 48 anni residente a Cittiglio raggiunto dai carabinieri della Stazione di Laveno Mombello che ieri lo hanno arrestato. I militari hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa nella stessa mattinata dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Varese.

Con ascia e manganello

La vicenda che ha condotto all’arresto del 48enne risale allo scorso 3 novembre. L’uomo, nella nottata di quel giorno e dopo aver più volte minacciato telefonicamente, nel corso della serata precedente, l’ex compagna 38enne, si è recato presso l’abitazione della donna, a Laveno Mombello. Dopo essersi coperto il volto con un casco da motociclista e aver divelto una finestra con un’ascia e un manganello è entrato nell’immobile, nel quale, oltre all’ex compagna, si trovavano tre ospiti.

L’uomo si è scagliato prima contro la ex e, subito dopo, contro gli stessi ospiti, uno dei quali, per difendere la donna dall’attacco sferrato a colpi d’ascia, ha affrontato l’aggressore, che lo ha colpito prima con una sedia e poi con un pugno al volto, procurandogli fortunatamente lesioni non gravi.

L’aggressore è stato infine allontanato dalla casa con difficoltà, sino all’arrivo di una pattuglia dei carabinieri della Stazione di Laveno Mombello, che hanno provveduto a denunciare l’uomo in stato di libertà.

La mossa della magistratura

I militari, nell’immediatezza e nei giorni successivi, coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica di Varese Annalisa Palomba hanno ricostruito la vicenda, e riassunto tutti gli esiti delle indagini in un’informativa di notizia di reato.La gravità dei fatti denunciati ha portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita dai carabinieri nel pomeriggio dell’altro ieri.

L’uomo è stato condotto nel carcere di Varese. Un provvedimento “preventivo”. Il quarantottenne infatti è stato giudicato pericoloso, visti gli atti commessi, da parte della magistratura. La custodia cautelare in carcere eviterà che possa tornare dalla ex e farle del male.

Il quarantottenne nega di aver mai voluto fare del male alla donna o ai familiari. Di aver agito in preda all’ira, forse. Tuttavia l’essersi presentato armato di un’accetta confuta questa ipotesi per la magistratura. L’uomo resta in carcere. La vittima è al sicuro. È questo uno dei classici casi in cui il vuoto normativo viene colmato dalla volontà della magistratura.

Il gip ha concesso la misura della custodia cautelare in carcere prima che la situazione precipitasse. Lo ha fatto sulla scorta di atti molto precisi raccolti dalla procura e dagli ufficiali di polizia giudiziaria. Lo stalker è in carcere. La sua vittima, adesso, non rischia davvero più nulla.


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