Busto Arsizio Il 25 Aprile è giovane: Busto vince la sfida di coinvolgere anche le nuove generazioni nel 64esimo anniversario della Liberazione, ricorrenza che troppo spesso finisce per riguardare solo la cerchia sempre più ristretta di chi c’era. Ieri invece c’erano i ragazzi: quelli degli oratori, delle associazioni sportive, degli scout. La fiaccolata che ha aperto le celebrazioni della festa della Liberazione ha visto la partecipazione di più di cento ragazzi partiti dall’oratorio di San Luigi, e altrettanti da Sant’Edoardo, per ripercorrere passo dopo passo le tappe della resistenza in quel di Busto.
Dalla casa prepositurale in via Don Minzoni dove è stata ricordata la figura dell’allora prevosto Giovanni Galimberti, che con coraggio, passione e efficienza coordinò le attività antifasciste in città, a quella porticina nascosta tra l’oratorio di San Luigi e il giardino della Provvidenza che i partigiani infilavano per scappare in caso di pericolo. Ad aprire il corteo monsignor Franco Agnesi, il “don Gb”, il coadiutore dei giovani Gian Battista Rizzi, e i cittadini benemeriti Luigi Giavini e Angioletto Castiglioni, quest’ultimo presidente dell’associazione ex deportati e indefesso testimone della storia e della memoria. E dietro tanti ragazzi, con la fiaccola in mano e un’espressione grave e consapevole stampata in volto: «Frequentando l’oratorio di San Luigi, conoscevo già la figura di don Giuseppe Ravazzani (colonna portante della Resistenza: casa sua era la base del gruppo Alfredo di Dio, ndr) – spiega Giorgio Galbersanini, 21 anni – essere qui oggi è un modo per onorare il ricordo di chi ha dato la vita per la libertà e la democrazia». Stantie, allora, le polemiche che troppo spesso hanno accompagnato la celebrazione del 25 Aprile: «Le diatribe politiche, il “ci vado o non ci vado” mi sembrano veramente polemiche inutili – continua Giorgio – la Liberazione, ovvero la restituzione del Paese alla democrazia, dovrebbe andare al di là di tutte le divisioni». E infatti ieri il corteo e la cerimonia al tempio civico hanno visto la partecipazione di tutte le forze politiche, dal sindaco Gigi Farioli fino agli esponenti di maggioranza e minoranza, oltre a una nutrita componente della società civile.
«Anche a scuola, dove stiamo studiando proprio questo periodo storico, la ricorrenza del 25 Aprile è molto sentita – dice Carlotta Toma, studentessa all’ultimo anno del liceo Pascal – e credo anch’io che la celebrazione di questa data non ammetta divisioni: anche a scuola cerchiamo di superare le logiche di parte in nome dello Stato e della democrazia». Una consapevolezza, appunto, che è bello ritrovare anche nei giovanissimi: Chiara è una scout, fa la terza media e spiega che «anche gli scout avevano un gruppo partigiano: le Aquile randage. Erano ragazzini come noi, e essere qui oggi vuol dire onorare e rispettare tutto quello che hanno subito per dei valori che,
pur in contesti diversi, sono anche i nostri». Queste voci ci sono, ma sono una minoranza: «Per tanti miei compagni – racconta Chiara, al primo anno del liceo scientifico – il 25 Aprile è solo un giorno di vacanza, un’occasione per uscire». Ecco allora che quello di ieri è diventato anche un momento di autocritica da parte delle nuove generazioni: «Siamo, come dice mio padre, quelli che pestano i piedi ma non lasciano traccia – ha affermato l’educatore Giorgio Sironi, leggendo un intervento a conclusione della cerimonia – abbiamo il dovere di ricordare la storia della nostra terra, che altri hanno difeso perché noi potessimo permetterci di sfregiarla e scordarla».Laura Campiglio
Il programma:
Busto – Le celebrazioni del 64esimo anniversario della Liberazione entrano nel vivo quest’oggi: alle 9.30 è in agenda la messa al Tempio civico, quindi la deposizione delle corone al monumento alla Resistenza e deportazione e poi la partenza del corteo che, attraverso le vie del centro storico, raggiungerà piazza Vittorio Emanuele davanti al monumento ai Caduti. Alle 11 il ritrovo è al Museo del Tessile per l’intervento del giornalista Quinto Bonazzola.
Valle Olona – A Castellanza si parte alle 9.30 dalla statua ai caduti di viale Rimembranze, corteo fino in piazza Castegnate e messa alle 10. Poi alle 11.30 alla Corte del ciliegio verranno letti i temi sul 25 aprile scritti dai ragazzi delle scuole medie cittadine. Al termine della cerimonia istituzionale pranzo con l’Anpi. A Olgiate appuntamento alle 9.30 nella piazzetta San Lorenzo (via Cavour) per l’alzabandiera. Dopo la messa delle 10 seguirà la deposizione delle corone d’alloro e verrà scoperta la lapide «Per non dimenticare» degli alunni delle «Ferrini». A Solbiate Olona, invece, messa alle 9 nella chiesa parrocchia a suffragio di tutti i Caduti. Ci si sposterà poi al parco della Memoria per lo scoprimento del cippo con la scritta «Per non dimenticare» e del contenitore interrato in cui è custodita la terra proveniente dai campi di sterminio di Auschwitz, Mauthausen e Dachau. Gli alunni delle classi terze della scuola «A.Moro» deporranno una targa a ricordo della loro visita alle Fosse Ardeatine, poi il volo augurale di piccioni.
A Fagnano Olona la celebrazione inizierà alle 9.30 con il raduno in piazza Cavour, poi alle 10 sarà celebrata la Messa al cimitero; alle 11.30 la premiazione del concorso «Il Parlamento della Repubblica italiana» nell’aula magna della scuola media. Cairate quest’anno commemorerà la Liberazione a Peveranza: messa per i Caduti alle 10.30, seguirà il corteo e la deposizione dei fiori. Stesso cerimoniale a Gorla Minore, dove la messa sarà celebrata alle 9.30 nella chiesa di San Lorenzo.
f.artina
© riproduzione riservata













