25 Aprile, i giovani di Busto hanno rivissuto quella storia

25 Aprile, i giovani di Busto  hanno rivissuto quella storia

«Essere  liberi significa anche sapere accettare il diverso», ha ricordato Ilaria, diciassettenne di Busto Arsizio. Lei c’era venerdì alla manifestazione cittadina di apertura delle celebrazioni del 65esimo anniversario della Liberazione: «In questo periodo storico non tutti hanno il diritto di professare la propria fede  – ha detto l’adolescente – questo non va contro la libertà? Oggi credo sia molto importante farsi questa domanda». Poi ha preso la sua fiaccola, la ha accesa nel braciere e insieme ai ragazzi degli oratori e degli Scout, di cui fa parte, ha sfilato per il centro e le periferie di Busto per non dimenticare, ma soprattutto per dire «mai più».I giovani di Busto hanno tenuto accesa la fiaccola della memoria per affermare i valori della pace, della giustizia e della libertà: «Valori da difendere – ha aggiunto  Cristina, 17 anni –  Tutti gli adolescenti dovrebbero vivere questa esperienza simbolica, ma concreta. Ci sono nostri  coetanei che non sanno quale sia il significato di questa commemorazione, a  scuola se ne parla poco. Da una parte

è importante ringraziare e rendere omaggio a chi ci liberò dal nazifascismo, ma dall’altra parte non dobbiamo permettere che tutto ciò si ripeta perché la libertà è sempre a repentaglio». Le fiaccole della memoria hanno poi scaldato la fredda fabbrica che ospitava il calzaturificio Borri. Nel ’44 durante uno sciopero le brigate nere entrarono a mitra spianati e furono le donne a resistere per tre giorni, fino a quando la loro collega presa in  ostaggio fu liberata. Una storia di solidarietà e di coraggio che venerdì è ha preso vita grazie alle voci dei ragazzi, i veri attori protagonisti del 25 aprile di Busto Arsizio. Giovani che hanno ripercorso la storia locale della resistenza, commemorando i protagonisti come don Angelo Volontè a Sacconago, con la consapevolezza di avere un compito importante, quello di «conoscere e ascoltare  per diventare testimoni attivi, sempre», come ha ben riassunto Simone nel suo intervento pubblico. L’amministrazione comunale ha  fatto la sua parte dando vita a una manifestazione che ha saputo coinvolgere, minoranze e associazioni,  senza dividere.

m.lualdi

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