“Caro sindaco, aiutaci a scoprire la verità su Uva”

“Caro sindaco, aiutaci a scoprire la verità su Uva”

VARESE – “Caro sindaco, aiutaci tu a scoprire la verità sulla morte di Giuseppe Uva”. Questo l’appello messo per iscritto dal senatore Luigi Manconi, presidente dell’associazione “A buon diritto”, insieme al democratico Andrea Civati e rivolto al primo cittadino Attilio Fontana.
“Nella serata di giovedì scorso, nella quale sono intervenute Lucia Uva, Patrizia Aldrovandi e Ilaria Cucchi abbiamo chiesto che il sindaco di Varese incontrasse Lucia per aiutarla nella scoperta della verità riguardo alla morte del proprio fratello.
Ribadiamo quell’invito, sperando che voglia accoglierlo” si legge in una lettera inviata al nostro giornale. 

“L’amministrazione comunale è rimasta in questi due anni totalmente silenziosa, se non indifferente, alla vicenda della famiglia Uva, ma a quella stessa vicenda non è affatto estranea – proseguono Manconi e Civati – Le istituzioni dovrebbero incontrare e conoscere i protagonisti di questa storia tragica, che indubbiamente interessa la collettività: è del resto nella missione di amministrazioni ed enti pubblici ascoltare e rispondere. Così è successo alla famiglia Aldrovandi che ha ricevuto l’aiuto del sindaco di Ferrara e dell’allora Ministro dell’Interno Giuliano Amato e ad Ilaria Cucchi che ha avuto l’attenzione di tutte le istituzioni”.

Silenzio, però, da Varese, “nonostante questa sia la città del Ministro dell’Interno”. Anche perché, scrivono, “vorremmo anche sottolineare che il comune di Varese è stato uno degli attori nei fatti accaduti la notte del 14 giugno 2008. Dalla caserma di via Saffi partì, infatti, una richiesta di trattamento sanitario obbligatorio (Tso) nei confronti di Giuseppe Uva; tale atto che porta un cittadino, in via del tutto eccezionale, a non poter rifiutare le cure mediche, deve essere firmato dal sindaco”.

Insomma, “quella notte – o nelle ore successive – il sindaco o un suo delegato firmarono l’ordinanza che dispose il Tso in seguito al quale Giuseppe morì nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Varese.È evidente quindi che le istituzioni comunali sono, quantomeno moralmente e politicamente, coinvolte nelle vicende che portarono al decesso di Giuseppe Uva. Umana sensibilità e responsabilità istituzionale imporrebbero un loro interessamento: sarebbe un segnale importante nel giorno del secondo anniversario della morte di Giuseppe Uva”.

s.bartolini

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