L’azzardo è un incubo? Arrivano i “Gamanon”

VARESE Sarà il primo «Gamanon» di Varese, quello presentato questa sera alle 21 nella chiesa dei Cappuccini in viale Borri. Per chi non ne avesse mai sentito parlare, niente paura: si tratta appunto di un’iniziativa inedita dedicata al sostegno dei giocatori d’azzardo compulsivi o che ormai sono arrivati alla soglia della dipendenza. Si tratta di un gruppo di giocatori anonimi, e da qui anche il nome, che si ispirano agli analoghi gruppi di alcolisti anonimi. «La differenza sta solo nel fatto che la dipendenza non è da sostanze alcoliche ma da gioco d’azzardo» spiega Vincenzo Marino, direttore del dipartimento dipendenze dell’Asl di Varese che ha accettato volentieri l’invito alla serata. «Mi piacciono molto le iniziative di questo tipo. Non sono legate a gruppi particolari e sono molto sburocratizzate, così come lo sarà l’incontro di lunedì (oggi, ndr), dove si parlerà molto a braccio». L’obiettivo, come ricordato dallo stesso Marino, è arrivare a scoprire «non solo di non essere delle bestie rare, ma anche di poter essere di aiuto ad altri che si trovano in difficoltà. A partire da questo, piano piano, si inizia a ricostruire la vita». La peculiarità di questa sera sarà l’apertura

al pubblico dell’incontro, che essendo il primo sarà una sorta di presentazione alla cittadinanza, oltre che ai diretti interessati dal problema specifico. «Normalmente le sedute sono riservate alle persone che hanno un problema di dipendenza da gioco d’azzardo e che vogliono smettere, ma il senso di questo avvio è coinvolgere il più possibile la gente per raggiungere chi potrebbe avere il problema, o come giocatore o come familiare, ma non conosce bene il tema e nemmeno le opportunità di questo tipo che vengono offerte». E a giudicare dai numeri, anche a Varese i gruppi di giocatori anonimi potrebbero riscuotere un netto successo. I giocatori di ogni genere e grado tra capoluogo e provincia sono arrivati a quota 385 mila. 35 mila di questi riconoscono l’impulso di giocare sempre di più, e 10.500 arrivano a nascondere il gioco ai familiari, che in altre parole, «significa che sono diventati dipendenti», conferma Marino. In più c’è un dato nuovo e piuttosto allarmante relativo ai giovani: anche nel Varesotto la tendenza al gioco aumenta dai 15 ai 19 anni. Sono soprattutto le sale giochi e le tabaccherie ad attirarli con slot machines e Gratta e Vinci.Francesca Manfredi

s.bartolini

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