Intercettazioni;Intesa in maggioranza,stretta su durata non reati

Intercettazioni;Intesa in maggioranza,stretta su durata non reati


Roma, 27 gen. (Apcom)
– Un vertice per sciogliere gli ultimi nodi
e, alla fine, intesa raggiunta nella maggioranza sul ddl
intercettazioni. La ‘stretta’ dunque ci sarà, tuttavia non
toccherà l’elenco dei reati ‘ascoltabili’ (che resta uguale a
quello attuale), ma la durata: 45 giorni prorogabili di 15, con
la sola eccezione dei reati per mafia e terrorismo.

In mattinata il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha
riunito i capigruppo di Pdl e Lega a palazzo Grazioli: era atteso
anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ha però
dovuto dare forfait a causa di un ‘raffreddore’. Proprio il
premier era tornato in pressing nelle ultime ore perché si
arrivasse a un’intesa nella maggioranza, anche alla luce di
quell’archivio Genchi che, a suo giudizio, può scatenare “il più
grande scandalo della Repubblica”.

L’accordo sarà adesso messo nero su bianco dal Guardasigilli
sotto forma di emendamento da presentare al ddl intercettazioni,
attualmente all’esame della Camera. Non si interverrà dunque
sulla tipologia dei reati intercettabili, punto questo, sul quale
gli alleati avevano a più riprese insistito. Restano
‘ascoltabili’ tutti i reati che abbiano un limite di pena di
cinque anni, come già prevede la legge attuale e quindi ‘cade’ il
limite dei dieci anni che era stato previsto nella stesura
originale del testo.

I paletti con cui i magistrati dovranno fare i conti saranno
soprattutto quelli della durata. “Non più di 45 giorni,
prorogabili di altri 15, fatta eccezione per i reati di mafia e
terrorismo”, come ha spiegato proprio il ministro della
Giustizia. Inoltre, sarà possibile disporre gli ascolti solo per
gli indagati sui quali ci sia “un grave indizio di colpevolezza”.

Niente carcere per i giornalisti. Come ha spiegato il ministro
Alfano, infatti, si “afferma il principio di responsabilità del
giornale, cioè dell’editore”.

Red

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