BUSTO ARSIZIO Tutti a caccia di un chiarimento sul made in Italy. Il giorno dopo l’inaugurazione di MilanoUnica, con l’intervento del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia che aveva creato turbamenti per il passaggio sulla legge Reguzzoni-Versace. è stato lo stesso presidente di Univa Michele Graglia a voler intervenire ieri rassicurando. Ha parlato con la Marcegaglia, che lo scorso giugno a Malpensafiere aveva “caricato” i Contadini del tessile per il sostegno alla norma in difesa del made in, e niente è cambiato. Graglia ha ottenuto dalla presidente la «piena conferma di tale linea, quella del pieno sostegno ad una normativa sull’etichettatura obbligatoria dei prodotti del
tessile-abbigliamento». Anche se cupe sono le nubi dell’Europa: «L’importante – aggiunge il leader di Univa – è non creare false aspettative per le imprese».Il portavoce dei Contadini del tessile Roberto Belloli accoglie con favore l’intervento di Graglia: «Però è chiaro che potremo dirci contenti solo a un punto: quando si arriverà all’epilogo, speriamo positivo, in Unione europea». E l’onorevole Marco Reguzzoni osserva: la battaglia con l’Europa era prevista, si andrà avanti e sarà l’Ue ad adeguarsi. Intervento anche deo anche del presidente di Confartigianato Varese Giorgio Merletti proprio sulla legge del made in Italy: «Il 1 ottobre si avvicina, le imprese sperano».i servizi sull’edizione di oggi
m.lualdi
© riproduzione riservata











