Milano, 2 apr. (Apcom) – Il Cnr e l’Università di Siena hanno
scoperto una molecola in grado di bloccare l’infezione da Hiv, il
virus responsabile dell’Aids. Si tratta di una particella
farmacologicamente attiva, in grado di fermare il contagio poiché
agisce contro un “enzima cellulare”, a differenza della terapia
attuale che si basa invece su farmaci diretti contro “enzimi
virali”. La scoperta del laboratorio di virologia molecolare
presso l’Istituto di Genetica Molecolare del Cnr di Pavia,
diretto da Giovanni Maga, è stata realizzata in collaborazione
con il laboratorio di chimica farmaceutica dell’ateneo senese
diretto da Maurizio Botta. I risultati dello studio sono stati
pubblicati dalla rivista Journal of Medicinal Chemistry.
“Il virus Hiv è un parassita delle cellule umane, non essendo in
grado di riprodursi al di fuori dell’organismo infetto”, scrive
in una nota Maga. “Come un vero predatore, il virus si introduce
nella cellula colpita dall’infezione, solitamente un linfocita
del sangue e la ‘spoglia’ delle sue risorse nutritive ed
energetiche per duplicare il proprio genoma e costruire nuovi
virioni. Al termine di questo processo di spoliazione, i nuovi
virus escono dalla cellula, la quale, esaurite le sue energie,
muore”.
All’interno della cellula infetta il virus Hiv prende il controllo di numerosi enzimi cellulari, distogliendoli dalle loro normali funzioni e ‘obbligandoli’ a lavorare per produrre nuove particelle virali. “Uno di questi enzimi è la proteina cellulare Ddx3 – continua Maga – che normalmente interviene nella produzione delle proteine cellulari, facilitando il flusso di informazione genetica tra il nucleo, dove
l’informazione viene custodita, e il citoplasma ,dove l’informazione viene tradotta in nuove proteine. Il virus Hiv si inserisce in questo ‘circuito’ e fa sì che Ddx3 trasporti solo l’informazione genetica virale, al fine di massimizzare la produzione di proteine virali a scapito di quelle cellulari. Quindi Ddx3 è un cofattore essenziale per la riproduzione del virus all’interno delle cellule umane”.
Partendo da queste premesse, i ricercatori hanno utilizzato
tecniche computerizzate per disegnare una molecola ‘su misura’
per la proteina Ddx3, la quale, successivamente sintetizzata e
provata nei test biologici, si è dimostrata in grado di
interferire con l’azione di Ddx3, bloccandola. I risultati
dimostrano come il blocco dell’azione di Ddx3 causi
l’interruzione della replicazione virale nelle cellule infette
dal virus Hiv, senza danneggiare le cellule non infette, che, al
contrario del virus, posseggono meccanismi in grado di compensare
la perdita di Ddx3.
“Questi risultati dimostrano, per la prima volta – prosegue il
ricercatore – che un farmaco diretto contro un enzima cellulare è
in grado di bloccare l’infezione da Hiv. La terapia attuale
anti-Aids si basa su farmaci diretti contro enzimi virali”.
Questi ultimi hanno però la tendenza a modificare la loro
struttura durante la terapia, diventando resistenti ai farmaci
utilizzati. “Gli enzimi cellulari, invece, hanno una capacità
molto inferiore di mutare – conclude Maga – perciò un farmaco
diretto contro un enzima della cellula avrebbe più probabilità di
conservare la sua efficacia anche per tempi lunghi di terapia”.
Red-Asa
MAZ
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