Roma, 11 set. (Apcom) – E’ ancora duello fra Berlusconi e Fini,
anche se a distanza. Berlusconi dice ‘no a governicchi’ di
‘politicanti’. Fini gli risponde in modo sottile e al tempo
stesso pesante quando spiega che il discorso alla Camera,
“questione di logica”, dovrà terminare con un voto.
Inizia Berlusconi a Gubbio: parla meno di dieci minuti, ma il
concetto è ripetuto almeno tre volte: il governo va avanti,
abbiamo il dovere di governare. Sulla linea Mosca-Gubbio corre il
nuovo corso della politica di Silvio Berlusconi, il nuovo imput
al suo Pdl: non permetteremo “governicchi”, la crisi di governo
“sarebbe un delitto”, ma la “vecchia politica politicante” non
avrà la meglio.
Siamo sereni e saldi”, giura Berlusconi, “ci siamo sempre tenuti
lontani da questo teatrino sempre più insulso e sempre più
assurdo”. Nel mirino di Berlusconi non ci sono oggi i magistrati,
ma “la sinistra” e i finiani. Meglio, quegli “antiberlusconiani
vecchi e nuovi” che “possono produrre tutte le chiacchiere e le
feste di partito che vogliono, ma non avranno mai la
soddisfazione di vedere un nostro concorso nel fare precipitare
l’Italia verso la crisi”.
Fini contrattacca: dal Canada, dove in questi giorni ad Ottawa
partecipa alla riunione del G8 dei presidenti delle Camere,
spiega riferendosi al dibattito di fine settembre: “Non ha senso
fare il discorso senza un voto. Se no il presidente del Consiglio
che cosa cerca a fare il sostegno di 316 deputati?”. Poi la
precisazione dal portavoce del presidente, Fabrizio Alfano:
nessuna richiesta esplicita da parte di Fini, ma una
considerazione dettata dalla “logica”: “Se Berlusconi chiede di
verificare se ci sia una maggioranza, si presuppone ci sia anche
la volontà di chiedere un voto”.
red
112006 set 10
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