Varese, sforbiciate alla giunta Ma sono solo le “briciole”

Varese, sforbiciate alla giunta Ma sono solo le “briciole”

VARESE Una sforbiciata da 480 euro allo “stipendio” del sindaco, da 287 euro a quello del vicesindaco, da 230 euro a quelli degli assessori. Tagli per lo più simbolici come impatto complessivo sul bilancio, significativi come esempio in un momento in cui ciascuno è chiamato a tirare la cinghia. Ecco gli effetti della manovra economica per gli amministratori di Palazzo Estense, con la prevista riduzione delle indennità nell’ambito della stretta generale dei costi della politica imposta a tutti gli enti della pubblica amministrazione.O meglio, a quasi tutti: per parlamentari e consiglieri regionali i tagli sollecitati non sono ancora stati decisi (lo saranno probabilmente nei prossimi giorni dalle rispettive assemblee). Per tutti gli enti territoriali fuori da quelli previsti dalla Costituzione invece i componenti dovranno rinunciare a qualsiasi forma di compenso. Ma per Comuni e Province la sforbiciata sarà progressiva, l’entità in proporzione al numero di abitanti. Palazzo Estense (come anche Villa Recalcati) così si prepara a un taglio del 7% alle indennità degli amministratori. A cominciare da quella del primo cittadino che oggi è fissata al valore lordo di 6.854,10 euro e sarà dunque tagliata di 479,8 euro. O meglio, questa è la teoria: nella pratica lo “stipendio” del sindaco (come anche quello degli altri componenti della giunta) è molto inferiore: «Percepisco un’indennità di valore netto tra i 1800 e 2000 euro al mese – chiarisce Attilio Fontana – perché ricevo circa 3300 euro al mese, già tassati in parte, ma da sottoporre a tassazione per il terzo a mio carico: avendo un’altra attività, su quella

somma ci pago nuovamente le tasse». Con una curiosità: il sindaco di Varese, per il suo incarico politico, guadagna meno di diversi dirigenti comunali (sono 11 quelli che a Palazzo Estense, tra stipendio e premi di risultato superano un totale lordo annuo di 90mila euro). «Diciamo pure che guadagno metà di qualche dirigente, ma poi ad essere additati “casta” sono sempre i politici – si sfoga Fontana – La verità è che chi fa il sindaco o l’assessore non lo fa certo per soldi: non so quanti amministratori delegati di imprese private con mille dipendenti, lavorando anche sabato e domenica, prendano queste cifre».La scure di Tremonti si abbatte su tutta la giunta: per il vicesindaco Giorgio De Wolf è in arrivo una sforbiciata da 286,9 euro sull’indennità lorda da 4.099,63 euro e per tutti gli altri assessori di 229,6 euro sull’importo mensile di 3.279,71 pro capite (vale sempre la regola, che gli importi reali possono essere inferiori in caso di secondo lavoro). Nel calcolo complessivo, però, bisogna aggiungere una riduzione sempre del 7% dell’indennità di fine mandato, che è pari a un’indennità mensile per ogni anno in carica (quindi, facendo due conti, 2399 euro in meno al sindaco). E i consiglieri? Addio al gettone di presenza da 56,13 euro lordi per ogni seduta in consiglio (che si riunisce una trentina di volte all’anno). Al suo posto arriverà un’indennità la cui entità sarà definita con un decreto del ministero dell’Interno, ma è già deciso che non potrà essere superiore a 1/5 dell’indennità massima mensile del sindaco.Piero Orlando

s.bartolini

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