VARESE I centri massaggi dai nomi orientaleggianti ci sono. Il fatto è che il Comune ha già dato una stretta, tra l’altro facendone chiudere un paio. Lo ha fatto alla fine dell’anno scorso, applicando una lettura rigida alla normativa esistente che si presta facilmente a libere interpretazioni. In altre parole, ora non resta che provvedere ai controlli. Gli strumenti, secondo l’assessore al commercio Salvatore Giordano che se n’è occupato, ci sono tutti.
«Il problema è che non esiste un titolo abilitativo per chi fa i massaggi, a differenza di altri professionisti come parrucchieri ed estetisti che per poter operare devono avere un attestato», spiega. Dall’altra parte, certe attività al confine tra lecito e illecito si inseriscono con facilità proverbiale dove c’è un vuoto normativo. Per aprire un centro massaggi in effetti i passaggi sono piuttosto semplici. Si presenta una denuncia di inizio attività allo sportello unico per le attività produttive, in Comune, corredata dai documenti richiesti che possono essere, alternativamente, certificati o autocertificazioni; quando la conformità dei locali viene autocertificata il controllo compete alla polizia locale, mentre diverso è il caso delle sospette irregolarità relative alla cittadinanza e ai permessi di soggiorno di titolari o dipendenti, o ancora, agli eventuali sfruttamenti della prostituzione che si possono configurare dietro alle attività come queste: qui deve intervenire la polizia di Stato.
Il fatto è che attirati dalla facilità con cui si potevano aprire queste attività e visto, dalla fine del 2008 i primi esemplari di centri massaggi cinesi sono arrivati anche nella città giardino. «Sicuramente l’anno scorso sono aumentati – aggiunge Giordano – qualcuno ha aperto e qualcuno si è ampliato con nuove sale. Oltre tutto all’inizio si facevano solo massaggi, mentre oggi c’è molto di più: ci sono spesso saune o sale da bagno che possono essere offerte senza particolare regolamentazione». Un fenomeno difficile da disciplinare, su questo non c’è dubbio. Ma dall’amministrazione lo assicurano: «E’ chiaro che i controlli non possono essere fatti a tappeto su tutti – spiega l’assessore – si procede in base alle segnalazioni. Ma c’è molta attenzione in questo senso e la situazione dall’inizio dell’anno non è più come prima, proprio per arginare fenomeni che possono creare grossi problemi». Due centri ad esempio hanno già chiuso, in via Magenta e in via Cairoli, perché in pratica si è deciso di estendere l’applicazione delle norme che valgono per gli estetisti anche ai massaggiatori, che a questo punto non possono né aprire, se titolari, né mettere le mani sui clienti, se dipendenti, senza avere una qualifica di qualche tipo. «La polizia locale ha sempre verificato il rispetto di tutte le normative vigenti da parte di questi centri – dichiara l’assessore Fabio D’Aula – e continueremo a farlo con la polizia commerciale. Ciò non toglie che quando svolgono il loro mestiere in regola meritano di essere trattati come qualunque altra attività commerciale».
Francesca Manfredi
e.marletta
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