Cattaneo frena i falchi anti-fini “Epurare è un errore, si va avanti”

Cattaneo frena i falchi anti-fini “Epurare è un errore, si va avanti”

VARESE Numeri di una maggioranza che è ancora tale, pragmatismo di governo e senso di responsabilità politica e amministrativa. Sono tre i pilastri su cui poggia la certezza dell’assessore regionale alle infrastrutture Raffaele Cattaneo: «Si deve andare avanti». Lo chiede la gente, ammonisce il dirigente provinciale del Pdl, esponente di punta della corrente formigoniana del partito di Berlusconi e primatista elettorale alle ultime regionali. La dimensione locale riflette quella nazionale: dopo l’uragano “fliniano” e la ropture dell’ex collega di giunta e di vertice provinciale Luca Ferrazzi, Cattaneo imbocca una direzione opposta rispetto al partito dei falchi (perlopiù leghisti) che coltivano l’ambizione del “cacciamoli fuori”. «Istintivamente potrei dirlo anch’io ma la gente non capirebbe e aumenterebbe la percentuale di astensionismo». Al male di non dar risposte al bisogno di lavoro e stabilità s’aggiungerebbe il peggio della fuga dalle urne o dal rovesciamento di voti a beneficio di una rafforzata Lega e, forse, di un rianimato centrosinistra. «Abbiamo il dovere di non reagire con la pancia, in politica non possiamo permetterci questo lusso, perché la conseguenza è spingere i finiani altrove, magari addirittura nelle braccia dei nostri avversari» prosegue Cattaneo rimarcando al contrario una convergenza politica ancora esistente nella più ampia cornice della maggioranza di centrodestra con Fini e i finiani (seppur con qualche intuibile dissenso sui temi etici) e garantendo numeri per governare sia sul territorio che (la verifica formale si farà a fine mese) a Roma.C’è poi un rischio psicologico intrinseco in un’eventuale “pedata (politica) nel sedere” (altrimenti detta epurazione), che potrebbe produrre conseguenze difficili da governare: «Si rischia di trasformare Fini da carnefice in vittima, agnello sacrificale della liberà di parola contro una dittatura, che non c’è, del padrone». Non c’è nei palazzi della capitale e non c’è mai stata – e qui il riferimento è a Ferrazzi – a Varese: «Sono e resto un amico di Ferrazzi ma ricordo confronti, e anche scontri a volte formidabili, nel coordinamento provinciale». Come dire: la dialettica democratica non è mai mancata, seppure sia inevitabile in democrazia «dover talvolta rinunciare al proprio punto di vista per accettare quello della maggioranza. E’ capitato anche a me di perdere

delle battaglie, così come ad altri esponenti provinciali, ma lo spazio del dibattito e dello scambio di idee è garantito». Dunque? «Alla luce di questo ritengo che la vera ragione della scelta del presidente della Camera e dei finiani sia che Fini abbia ritenuto chiusa una propria prospettiva personale e di area all’interno del Pdl, nel quale rappresentava una componente minoritaria». Ragionamento che potrebbe valere per lo stesso Ferrazzi: «Dopo vent’anni di esperienza politica legittimamente rivendicava la necessità di trovare un proprio spazio politico», argomenta Cattaneo che a tal proposito non si dice in linea con il presidente della Provincia Dario Galli (Lega): «Non so se sia vero che il mancato inserimento di Ferrazzi nella giunta provinciale sia servito a evitare inutili perdite di tempo oppure se abbia, al contrario, rappresentato l’ennesimo segnale percepito dall’interessato di mancanza di uno spazio politico». Detto questo, per l’assessore rimane un errore la scelta finiana di sbandierare una bandiera politica solitaria perché la politica non è solo parole e, per passare ai fatti, serve la maggioranza. Intanto, dopo la diaspora dei finiani, esce un documento ufficiale degli esponenti provenienti da An che restano nel Pdl. Sono guidati dall’ex deputato di An Marco Airaghi e attaccano Luca Ferrazzi, responsabile della rottura. «Siamo profondamente legati a ideali e valori di destra, tra cui la coerenza, la serietà e l’onestà. Ci sembra opportuno chiarire alcuni aspetti di questa vicenda. Tutti noi restiamo nel partito a cui abbiamo aderito due anni fa proprio su indicazione di Gianfranco Fini. Con noi resta la gran parte di quella che fu An in provincia di Varese. Non comprendiamo quali ideali o valori siano alla base dei finiani. Abbiamo il dubbio che non ci siano ideali e valori diversi dalla difesa di poltrone, rendite di posizione e personalismi. Anche la maggior parte degli esponenti del movimento giovanile ha confermato la propria identità all’interno del Pdl, respingendo al mittente le stucchevoli avance che ogni giorno giungono loro da Futuro e libertà».A firmarlo oltre 40 esponenti del Pdl. che iniziano lo scontro con i finiani. Intanto, l’incontro con Ignazio La Russa è stato rimandato da lunedì a sabato.

s.bartolini

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