Veneto; Vicenza, frodi Iva e contrabbando nel settore delle pelli


Milano, 3 apr. (Apcom)
– All’alba di ieri i militari della
Polizia tributaria di Vicenza e di altri reparti della Guardia di
Finanza in tutto il territorio nazionale, hanno dato vita a una
ulteriore fase investigativa nell’ambito dell’indagine a
contrasto delle frodi milionarie all’Iva nel settore del
commercio delle pelli, destinate al distretto di
Arzignano-Chiampo, polo manifatturiero di rilevanza
internazionale.

L’attività si è sviluppata in contemporanea in varie località
del Veneto, del Lazio, delle Marche e della Campania con 13
perquisizioni domiciliari presso le abitazioni di persone
indagate per emissione e utilizzo di fatture false e di 6
perquisizioni presso le sedi di altrettante società “filtro”. Gli
altri soggetti indagati, a vario titolo, per reati fiscali, sono
15, tutti riconducibili a società operanti nel settore della
concia.

Le complesse indagini, condotte da qualche mese, hanno
consentito di individuare un articolato sistema di frode fiscale
all’Iva, a vantaggio di imprese del settore della concia nel
distretto della provincia di Vicenza. E’ stata rilevata la
costituzione ad “hoc” di società per l’importazione delle pelli
gregge e semilavorate, le quali, avvalendosi di una particolare
agevolazione fiscale che consente di non versare i tributi
doganali all’atto dell’importazione potevano acquisire la
proprietà delle merci senza gravami fiscali e poi rivendere alle
imprese conciarie, fatturando regolarmente.

Il tributo, esposto nelle fatture di vendita, a debito per le
predette società importatrici, non è stato mai versato. I
responsabili, per lo più estranei al mondo dell’imprenditoria
conciaria, con precedenti penali anche specifici, talora
residenti fuori Regione e in alcuni casi cittadini
extracomunitari, risultano quasi tutti nullatenenti.

L’operazione odierna fa sensibilmente lievitare il valore del
“giro” di fatture false a base della frode all’Iva. Con gli
ulteriori importi emersi (68 milioni di fatture false, quasi 15
milioni di Iva non versata o indebitamente detratta) i numeri
dell’operazione vedono il giro scoperto quantificato, al momento,
in quasi 380 milioni di euro. Ne consegue che il danno
all’Erario, solo in termini di mancato versamento o indebita
detrazione di Iva, ammonterebbe a circa 76 milioni.

Nelle varie fasi della complessa indagine, sono state svolte, a
partire dal mese di ottobre del 2008, 144 perquisizioni in
aziende, abitazioni e altri luoghi, eseguiti sequestri cautelari
di conti correnti e di beni e sono state individuate frodi legate
alla lavorazione delle pelli per 189 milioni di euro.

89 le persone sinora segnalate all’autorità giudiziaria per
reati fiscali, fallimentari, contrabbando (di cui 34 non
residenti in Provincia di Vicenza), di cui 5 colpite da ordinanza
di custodia cautelare in carcere; 67 le imprese coinvolte (di cui
21 con sede al di fuori della provincia di Vicenza): di esse 50
le società cartiere e 17 quelle cessionarie, anche di rilevanti
dimensioni (con un fatturato, in altri termini, superiore ai 25
milioni di euro), i cui amministratori sono stati già indagati.

Red/Gfp

MAZ

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