VARESE (lr) Picchiato perché difendeva una sua compagna di classe: il bullo aveva preso di mira una ragazza che ricopriva di insulti, ma quando un coetaneo si è messo in mezzo se l’è presa anche con lui, passando dalle minacce alle mani. Queste le ragioni che sarebbero alla base del violento pestaggio avvenuto venerdì mattina fuori dal cancello della media Salvemini. A raccontare di questo retroscena sono alcuni genitori degli alunni della scuola allarmati per la violenza dell’episodio che è costato alla vittima, un ragazzino di tredici anni, due denti rotti, una distorsione cervicale, ferite al volto e contusioni varie per un totale di 25 giorni di prognosi.A compiere l’aggressione, secondo quanto denunciato l’indomani ai carabinieri, sarebbero stati due fratelli di undici e tredici anni la cui situazione di difficoltà era già seguita da tempo dai servizi comunali. Tanto che tra i genitori degli altri ragazzi c’è più preoccupazione che stupore. «È vero che in classe il comportamento di questi ragazzi difficili è sotto controllo – confermano – perché hanno capito che a scuola ci sono delle regole, ma fuori sono senza controllo. L’aggressione è grave e speriamo che chi di competenza prenda provvedimenti più seri per evitare che episodi del genere possano ripetersi». «Vengo a prendere mio figlio tutti i giorni e anche venerdì alla fine delle lezioni ero qui fuori, ma non mi sono accorta di nulla – racconta una mamma – evidentemente l’aggressione è avvenuta quando avevo già girato le spalle per andare verso casa, e non li ho
né visti né sentiti». Sabato i ragazzi della Salvemini non hanno fatto lezione (l’orario prevede la settimana corta, da lunedì a venerdì), ma tra i genitori la notizia dell’aggressione avvenuta fuori dai cancelli è comunque passata tramite il passa parola fino a ieri mattina, quando i ragazzi sono tonati in classe. Quasi tutti. Tra i banchi di terza non è passata inosservata l’assenza dei due principali protagonisti di questa brutta storia: il ragazzo malmenato e quello che lo ha aggredito. Regolarmente a lezione invece il fratello più piccolo di quest’ultimo. Una libera scelta delle famiglie perché sinora non è stato preso alcun provvedimento disciplinare, in attesa di chiarire con maggior precisione cosa sia accaduto venerdì e in quale clima sia maturata tale aggressione. Per capire clima e dinamiche e per incontrare la mamma dell’aggredito, ieri mattina la preside dell’Istituto comprensivo Varese 4, Marisa Lucianetti, era alla Salvemini (e non alla media Don Rimoldi, dove si trova il suo ufficio). E questa mattina sarà di nuovo lì per incontrare i genitori della vittima assieme al direttore dell’Ufficio scolastico provinciale (ex Provveditorato) Claudio Merletti, già avvertito ieri dell’accaduto. «La situazione è pesante e le responsabilità sono da verificare ma certamente saranno presi dei provvedimenti per evitare che fatti del genere non possano ripetersi – ha detto ieri Merletti – Anche se l’episodio è avvenuto fuori da scuola, bisogna comunque tenerne conto per il futuro. Il primo passo è procedere a una verifica interna concordata con l’amministrazione scolastica, poi il resto verrà di conseguenza».
s.bartolini
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